“Abburrà”. Guai in arrivo se il marito napoletano vi dice questa parola

abburrà napoletano bruciature ferro da stiro

Il napoletano, per anni considerato un semplice dialetto pur essendo tra i più affascinanti in Italia, è stato ufficialmente riconosciuto come lingua. Questa trasformazione è stata sancita dall’UNESCO, l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata a proteggere l’educazione, la scienza e la cultura a livello mondiale.

In base a questo riconoscimento, il napoletano è la seconda lingua più diffusa in Italia, preceduta solo dall’italiano stesso, nonché la lingua ufficiale. Tuttavia, nonostante la sua vasta diffusione, c’è ancora tanto da scoprire sul napoletano.

Il napoletano sorprende i napoletani stessi

Nonostante sia presente in ogni angolo della Penisola e spesso anche neo mondo, non si smette mai di imparare per quanto riguarda il napoletano. Anzi, è una lingua che continua a rivelare nuove sfaccettature ripescando termini spesso finiti in sordina o che giungono da una versione più antica della lingua. 

Così capita spesso che espressioni e termini che rientrano nel cuore della cultura di Napoli possano rivelarsi sorprendenti persino per chi ha parlato napoletano per tutta la vita. È frequente che i napoletani si trovino davanti a vocaboli mai sentiti prima, confermando la ricchezza e la profondità inesplorata di questa lingua riconosciuta a livello internazionale.

Sai cosa significa abburrà?

Possiamo fare un esempio con una parola che sicuramente in pochi conosceranno ma che è riscontrabile sul dizionario napoletano. “Abburrà”, avete mai sentito per esempio questa parola? Lo chiediamo in particolare alle signore napoletane o con marito napoletano.

Lo diciamo perché nella fattispecie è un verbo transitivo che significa macchiare di bruciato durante la stiratura, il che comporterebbe a un ‘apriti cielo’. C’è di conseguenza anche l’aggettivo ‘abburràto‘, ossia bruciato.

Se il marito dovesse dire nella foga del momento questa parola, preparatevi quindi a una bella discussione. Ovviamente può accadere anche al contrario e nel caso buona fortuna allo sfortunato di turno che si troverà travolto dall’ira della propria signora.