Intorno alle 5:30 di mercoledì 12 Luglio 2023, un incendio spaventoso ha divampato nella piazza Municipio a Napoli, inghiottendo la Venere degli stracci.
L’opera, un’installazione d’arte contemporanea di notevole valore e significato, era stata concepita e realizzata dal rinomato artista Michelangelo Pistoletto.
L’installazione, nel corso degli anni, era diventata un simbolo distintivo della piazza, contribuendo ad accrescere la ricchezza culturale della città.
La polizia è intervenuta prontamente, iniziando le indagini per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili.
Grazie all’ausilio di telecamere di sorveglianza installate nella piazza, le forze dell’ordine hanno potuto identificare un sospettato: si tratta di Simone Isaia, un italiano di 34 anni senza una casa fissa, la cui vita si svolge nelle strade di Napoli.
L’uomo è stato rintracciato e fermato in un centro di accoglienza per senza tetto situato in via Marina. Quando gli agenti di polizia lo hanno interrogato sull’incendio che ha devastato l’opera di Pistoletto, Isaia ha negato ogni responsabilità, sostenendo di non avere alcuna conoscenza dell’incidente.
Napoli, rogo della Venere: parla Pistoletto. Il contenuto del sorprendente desiderio
Il racconto di Simone Isaia sul rogo della Venere degli Stracci a Napoli sembra essere stato smentito dalle immagini catturate dalle telecamere, che lo ritraggono nelle immediate vicinanze dell’opera poco prima dell’incendio.
Nelle immagini, si può notare Isaia che estrae un accendino e incendia dei vestiti, i quali, alimentati dal vento e dal caldo, avviano le fiamme che avrebbero poi distrutto l’opera.
Il clamore suscitato dall’incidente ha raggiunto anche l’artista Michelangelo Pistoletto, il quale, in risposta alla devastazione della sua opera, ha espresso un desiderio sorprendente e alquanto inusuale.
Nonostante l’attuale processo giudiziario in corso e le incertezze relative ai tempi, Pistoletto ha affermato di voler incontrare il clochard accusato di aver appiccato il fuoco alla sua Venere.
Questo singolare appello, che immagina un confronto faccia a faccia tra il creatore e il presunto distruttore dell’opera, ha suscitato non poco interesse.
Nel frattempo, Isaia, arrestato a dieci ore di distanza dall’accaduto, è ritenuto dalla polizia il principale – se non l’unico – responsabile dell’incendio.
Attualmente, si trova in una cella del carcere di Poggiorerale, in attesa di affrontare le conseguenze legali delle sue presunte azioni. Nei prossimi giorni avremo nuovi aggiornamenti sull’intricata vicenda della distruzione della splendida Venere degli Stracci.