Quest’anno La Maschera festeggia i suoi primi 10 anni in musica. Le celebrazioni per il compleanno di Roberto Colella, Vincenzo Capasso, Antonio Gomez, Marco Salvatore e Alessandro Morlando sono iniziate con la grande festa del concerto nel quartiere Sanità di Napoli di venerdì scorso e proseguiranno con altre esibizioni in giro per l’Italia. La band napoletana ha fatto cantare e danzare tutta Piazza Sanità, gremita per l’occasione.
Abbiamo raggiunto il frontman del gruppo Roberto Colella prima del concerto del 14 luglio per un’interessante chiacchierata, partendo dal bilancio di questi 10 anni de La Maschera.
“Il bilancio che faccio di questi 10 anni è che la gavetta è fondamentale, anche continuare a farla, stando in giro il più possibile senza dimenticare le radici e da dove si è partiti: per me è molto importante. Il consiglio che do a me stesso è non dimenticare questo, mi ritengo molto felice in questo periodo”.
Il tour estivo e i prossimi concerti de La Maschera

A proposito della tournée estiva Roberto Colella ha dichiarato: “Il tour estivo è iniziato a maggio con qualche data e poi a giugno è proseguito bello fitto. Stasera (il 14 luglio alla Sanità -ndr-) spero che sia la festa che vogliamo e che ci aspettiamo. Quest’anno ci sono più tappe fuori regione ed è quello che vogliamo. Inoltre vorremmo fare date all’estero, un’occasione per arricchirsi con altri suoni”.
Roberto Colella spiega la storia dei brani “Conosci Thomas?” e “14 agosto”

Nell’ultimo album de La Maschera Sotto chi tene core è contenuta la canzone Conosci Thomas?, Roberto ci ha raccontato la storia di questo intenso brano: “È difficile parlarne brevemente però ti posso dire che Thomas Sankara è stato l’ex presidente del Burkina Faso, ha cominciato nel 1983 e ha cambiato radicalmente il Paese. Prima del suo arrivo era una colonia francese chiamata Alto Volta. Era il Paese più povero al mondo. Nei tre anni e mezzo di governo Sankara ciò è cambiato totalmente e il Burkina Faso è entrato nei Paesi in via di sviluppo, incentrando tutto il governo sulla ricerca della felicità cioè con un piatto caldo e dell’acqua, che scarseggiava. C’è stata una rivoluzione enorme non sanguinaria incentrata sul benessere della gente. È qualcosa che mi ha colpito molto soprattutto se pensiamo che Thomas Sankara è stato assassinato nel 1987 dal suo migliore amico, Blaise Compaoré, che fu comprato dai francesi e dagli americani per schiavizzare nuovamente il Burkina Faso. È una canzone che verte chiaramente sull’amicizia”.
Continuando a fare una panoramica sui brani del loro ultimo disco, Colella ci ha spiegato anche il significato di 14 agosto che ha definito una storia ermetica, interpretabile in mille modi. “È una storia di partenze e ritorni, la parola chiave è rimorso o ripensamento. Quando si arriva a un punto del percorso e si sceglie volutamente di tornare indietro: è qualcosa che può succedere nella sfera sentimentale e anche in quella pubblica. Ho provato a raccontarla con la figura del rematore schiavo, che rappresenta l’Io e quella del capitano, il Super-io, che spinge tutti a tornare indietro”.
La confessione

Anche se “Ogni scarrafone è bello a mamma sua” il frontman de La Maschera ha spiegato: “Ci sono brani che ritengo dei piccoli miracoli sempre tra tante virgolette. Ricordo quando, ad esempio, scrissi La confessione, che mi ha portato molta fortuna così come alcuni altri pezzi che me li sento particolarmente addosso come Mirella è felice o come Senza fà rummore. Ogni volta abbiamo difficoltà a fare la scaletta perché ognuno sente un brano più di altri come suo”.
Roberto ha citato una canzone meravigliosa, La confessione, da brividi sulla pelle. In tal proposito abbiamo voluto sapere se parla di una storia vera: “No, assolutamente. Tutti lo hanno pensato ma c’erano vari racconti, letti magari su un giornale, che però non erano quelli ma era facile immaginarli raccontati ad un prete come anche ad una capera, la parrucchiera che va per le case e sente i fatti di tutti”.
Roberto Colella: “Fare musica è libertà”

Cosa è per te fare musica? “Fare musica è liberta e anche un po’ resistenza. È un bisogno fondamentale. I nostri brani sono frutto di un lavoro cantautorale, testo e melodia sono scritti da me, poi si portano in sala prove e ci si lavora insieme. L’ispirazione per comporre è un momento intangibile: se c’è una storia che mi colpisce particolarmente cerco di raccontarla”.
Alla domanda di rito, qual è il sogno più grande di Roberto Colella? L’anima de La Maschera ha risposto: “Poter fare musica per tutta la vita nella maniera libera in cui la interpreto ogni giorno. Quindi è come se da un lato lo stessi già vivendo e dall’altro mi auguro di poterlo fare sempre”.
a cura di Federica Massari
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