Pulcinella, la maschera tipica della commedia dell’arte di Napoli, ha fra i suoi tanti pregi e difetti anche quello di amare le belle donne. Spesso è rappresentato come spasimante della veneziana Colombina scatenando così le gelosie di Zeza che è ufficilmente la sua fidanzata.
Colombina, la maschera rubacuori
Nella commedia dell’arte, Colombina emerge come una delle poche rappresentanti del gentil sesso.
Il suo ruolo è quello di una servitrice proveniente dalla serenissima Venezia, dal carattere vivace e dal fascino accattivante. Colombina è descritta come una giovane astuta e spiritosa, spesso al centro delle attenzioni, eppure rimane eternamente devota al suo Arlecchino.
Tuttavia, non può evitare l’attenzione del suo padrone Pantalone, che inevitabilmente alimenta le gelosie del suo innamorato. E il mercante veneziano non è l’unico a cercare la sua attenzione. Anche Pulcinella si unisce infatti alla sua schiera di ammiratori.
Pulcinella e Colombina
Potrebbe sembrare che Pulcinella rappresenti in qualche modo l’opposto di Colombina: è noto per la sua infedeltà alla moglie Zeza e non perde mai l’occasione di fare la corte a belle giovani donne.
Pulcinella incarna l’essenza di Napoli, riflettendo splendidamente le contraddizioni della città partenopea: da un lato si apprezza la bellezza, il fulgore, la prosperità e l’anima vibrante del suo popolo, ma dall’altro si osservano le brutture, la presunzione e la miseria che la caratterizzano.o.
Nell’ambito della commedia dell’arte, Colombina e Pulcinella sono due figure centrali, ciascuno riflette a modo suo le sfaccettature della società italiana dell’epoca. La bella veneziana, con la sua astuzia e il suo fascino, contrasta con l’infedeltà e il corteggiamento incessante di Pulcinella.
Entrambi, tuttavia, rimangono fedeli alle loro radici, Colombina alla sua amata Venezia e Pulcinella alla vivace Napoli. Questi personaggi, con le loro interazioni complesse e spesso comiche, sono un riflesso della società italiana, delle sue contraddizioni e dei suoi colori vibranti.