Il quartiere napoletano di Scampia è una delle vaste aree della zona Nord del capoluogo campano.
Con circa 40.000 abitanti stiamo parlando di un borgo rurale che all’epoca affondava le sue radici estendendo il già rinomato quartiere di Secondigliano.
Tra redditi al ribasso e povertà, Scampia ha sempre rappresentato un’immagine sbiadita del territorio napoletano.
Oggi si stanno costruendo le basi per una risalita celere da un punto di vista dell’urbanizzazione e del turismo, nonché di valorizzare gli aspetti positivi di un’area bistrattata e spesso in preda alla criminalità organizzata.
Un tempo, una ricca e fertilissima campagna che Scampia vantava alle proprie spalle rendeva orgoglioso il suo popolo, ma oggi ciò che più preme i dubbiosi sulle curiosità legate alle origini di questo quartiere del capoluogo campano è senz’altro il nome “Scampia” e la sua derivazione
Napoli, radici e origini del quartiere di Scampia: tutta la verità
Nonostante l’attuale notorietà di Scampia sia legata a episodi di crimine e gangsterismo, esiste un’affascinante storia dietro il nome di questo quartiere di Napoli.
Originariamente, Scampia era il nome di un grande casale che sorgeva lungo la celebre via Atellana, all’estremo occidentale di Secondigliano, sulla strada che porta a Capodichino.
Questo casale, che copriva una vasta area, era proprietà del marchese di Tacciano e rappresentava un simbolo dell’antica gloria e importanza della via Atellana.
La via Atellana, fondata dal popolo degli Osci, forniva un collegamento vitale tra Capua e Napoli, passando attraverso la città di Atella, da cui prendeva il nome.
Grazie alla sua posizione strategica e alle incredibili risorse del territorio che attraversava, prosperò fino all’undicesimo secolo.
Parti del percorso originale della via Atellana possono essere ancora osservate oggi nei comuni di Frattaminore, Sant’Arpino, Succivo e Orta di Atella.
La via Atellana era percorsa da illustri personaggi della storia, tra cui Augusto, Mecenate e Virgilio.
Tuttavia, attorno all’anno 1000 d.C., la strada e l’area che attraversava cominciarono a perdere importanza dopo l’insediamento del primo gruppo di normanni ad Aversa.
Di conseguenza, il collegamento principale tra Capua e Atella fu sostituito da quello tra Capua e Aversa.