Situato a Nola, nella zona metropolitana di Napoli, Re Santi e Leoni si distingue come un emblema di trasformazione: un ex frantoio del XIX secolo.
La macchina che una volta echeggiava con il suono delle olive triturate, ora brulica di sapori gastronomici sotto la guida dello chef Luigi Salomone.
Questo locale non solo preserva la storia, ma la reinventa, combinando il fascino di un’era passata con le avanguardie culinarie del presente.
Questo luogo unico, nascosto dietro la Piazza Centrale di Nola, ha subito un meticoloso restauro, trasformandosi da una struttura in abbandono in un luogo di alta cucina.
Il menù esalta la stagione estiva e i suoi doni generosi, mentre un’ulteriore innovazione per l’estate è Villa Re Santi e Leoni, un luogo esclusivo per eventi privati.
Napoli, ex frantoio divenuto ristorante: cosa offre ai propri clienti
Il cuore di “Re Santi e Leoni” (ex frantoio nolano) batte nella sua cucina, dove il campano Salomone traduce la sua intima comprensione della regione in piatti evocativi, per i quali ha ottenuto la sua prima stella Michelin nel 2020.
Oggi la struttura è meglio riconosciuta come ristorante ma è più che un luogo di pasto. Si tratta di una celebrazione della sua località periferica di Napoli, un’espressione dell’agro nolano.
Il restauratore dell’architettura Giuliano Andrea dell’Uva di Napoli ha curato la rigenerazione della struttura, mantenendo l’equilibrio tra il rurale e il moderno, con una concezione di design essenziale e lineare.
Il piatto forte di Re Santi e Leoni è il menù che Salomone ha studiato, che attinge dalla ricchezza dei prodotti locali, raccolti dai piccoli produttori nelle campagne e nei mercati della Campania.
Esempi di questa filosofia culinaria si possono trovare nel menù estivo, che gioca su sole, terra e freschezza, con piatti come sgombro con mela verde, cetrioli, sedano e alghe, e gambero viola con arachidi, cipolla e frutti rossi.
Come se non bastasse Villa Re Santi e Leoni offre una vista panoramica sul Golfo di Napoli, con una grande terrazza che si affaccia sul Vesuvio e su un lussureggiante uliveto.