Il caldo estremo in tutta Italia e anche in Campania di questo luglio 2023 di fuoco che, solo oggi ha concesso una tregua, sta affettando anche la qualità dell’aria a causa dell’emergenza clima.
La qualità dell’aria è peggiorata in Campania a causa dell’emergenza clima
Negli ultimi cinque giorni la Campania è stata assediata da sabbia proveniente dal Sahara. Oltre al clima torrido, la presenza di queste particelle ha influenzato negativamente la qualità dell’aria.
L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) della Campania ha rilevato un superamento dei limiti consigliati per le particelle sottili PM10. Il loro recente studio, pubblicato oggi, ha monitorato i dati dal 20 al 25 luglio, mostrando chiaramente gli effetti negativi del cambiamento climatico sulla vita quotidiana.
La situazione è aggravata da frequenti blackout dovuti alle alte temperature, superiori a 40 gradi, e un’umidità che oscilla tra il 70 e l’80%. Queste condizioni hanno ulteriormente peggiorato l’inquinamento dell’aria.
Secondo il report dell’Arpac, le città di Napoli, Caserta, Salerno, Benevento e l’area di Aversana-Nolana-Acerrana hanno tutte registrato un superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di PM10.
Dal 20 luglio l’Arpa Campania ha monitorato attentamente l’arrivo massiccio di polveri sahariane e il suo impatto sulla qualità dell’aria regionale. Usando strumentazione avanzata per la misurazione oraria e modellizzazione meteo ambientale, l’Arpa della nostra regione ha potuto tracciare le conseguenze, in tempo reale, di eventi sia naturali che antropici, che alterano in modo significativo l’ambiente.
L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Campania segnala che l’introduzione di queste polveri naturali ha causato un aumento delle concentrazioni di PM10.
Tra il 20 e il 25 luglio 2023, le misurazioni del PM10 registrate dai sensori Arpac hanno rilevato un incremento nelle concentrazioni orarie, favorito dalle condizioni meteorologiche caratterizzate da venti provenienti dai quadranti meridionali. Insomma non basta il caldo atroce in ballo c’è anche l’inquinamento dell’aria.