Il 20 luglio scorso è stato firmato il protocollo d’intesa per la nascita dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale a Napoli. Tale osservatorio è stato istituito con la partecipazione del “Distretto Rotary 2101” della Campania, di “Federfarma” della Provincia di Napoli, di “CittadinanzAttiva” della Regione Campania e della “Noesis-Associazione per la lotta al disagio psicologico e alla malattia mentale”.
La salute emotiva e comportamentale è la parte della nostra salute che riguarda il disagio psicologico, i disturbi psichici, le patologie da dipendenza e ciò che unisce questi disturbi e le patologie fisiche. Inoltre attiene anche a tutti i comportamenti che favoriscono la salute e il benessere bio-psico-sociale.
I disturbi mentali sono riconosciuti come una delle più grandi cause di disabilità in tutto il mondo nonché come un importante problema di salute pubblica. Per fare in modo di ridurre l’entità delle malattie mentali occorre prevenire e promuovere la salute mentale.
In tutto il mondo 970 milioni di persone ha problemi legati alla salute mentale e di questi il 10-20% dei giovani soffre di depressione. A questi numeri si aggiungono inoltre milioni di persone che hanno problemi di abuso d’alcol, droghe e dipendenze comportamentali come la ludopatia. Nel corso della propria vita si calcola che una persona su due andrà incontro a problemi legati alla salute emotiva e comportamentale.
Basterebbe soltanto quest’ultimo dato per capire l’importanza di sensibilizzare sulla prevenzione e sulla promozione di tutto ciò che è necessario quanto meno a ridurre questi numeri allarmanti. Per questo motivo, oggi più che mai, parlare di malattie mentali senza pregiudizi, tabù e abbattendo lo stigma, che c’è ancora su questi temi, è di vitale importanza.
L’intervista al presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale

Abbiamo quindi avuto il piacere di ascoltare su questo argomento che, soprattutto dopo la pandemia è diventato comune a molti, il dottor Vincenzo Barretta, medico psichiatra e psicoterapeuta napoletano, presidente dell’appena nato Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale di Napoli, nonché autore del volume “La mezza salute – Che cos’è la Salute Emotiva e Comportamentale“.
A proposito dei primi passi da compiere per sensibilizzare sulla prevenzione delle malattie mentali lo psichiatra napoletano ha spiegato: “Lavoreremo con grande impegno per combattere innanzitutto la disinformazione, il pregiudizio e lo stigma legati alla salute mentale e alle dipendenze.
L’Osservatorio si occuperà dell’ambito della nostra salute costituto dal disagio psicologico, dai disturbi psichici veri e propri, dalle dipendenze, dalla interazioni tra queste varie patologie tra loro e dalle ricadute su altre patologie cosiddette fisiche e organiche. Ci siamo dati un ambito di lavoro molto ampio legato a quello che è la definizione di salute emotiva e comportamentale”.
“Abbiamo nel cassetto – ha continuato il dottor Barretta – già tre importanti azioni progettuali: una sarà quella di creare un corso di formazione che si chiamerà ‘primo aiuto per la salute emotiva e comportamentale’, rivolto a tutti i cittadini che vorranno partecipare.
All’interno di questo corso faremo in modo che le persone possano riconoscere i segnali precoci del disagio psicologico e i primi sintomi dei veri e propri disturbi psichici e delle condizioni di dipendenza. E faremo in modo di dar loro la possibilità di poter comunicare in modo corretto con familiari e altre persone che soffrono di questi disturbi”.
“Un altro importante progetto – ha detto ancora Vincenzo Barretta – è quello di creare un forum giovanile permanente. In contatto con alcune scuole, sia medie che superiori, e con alcuni atenei cercheremo di coprire la fascia dei giovani dai 13 ai 24-25 anni, stabilendo un contatto continuativo con loro per capire quali sono le loro esigenze e conoscenze su questo tema.
L’obiettivo finale sarà di costruire una call to action partendo dalle stesse indicazioni che ci daranno questi ragazzi. Non saranno quindi i professionisti a stabilire ciò che si deve fare ma ascolteremo gli stessi studenti secondo la loro personale esperienza”.
Il terzo progetto dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale è costruire un intervento di telepsichiatria e telepsicologia clinica. Attraverso videochiamate un gruppo di professionisti, particolarmente formati rispetto alla materia, fornirà indicazioni, orientamento e counseling e dei veri e propri interventi di psicoterapia alle persone oltre a interventi di tipo farmacologico.
Combattere e abbattere i pregiudizi sulle malattie mentali si può

Abbiamo poi rivolto al dottor Vincenzo Barretta una domanda su quello che c’è da fare per abbattere i pregiudizi, i tabù e lo stigma legati ancora oggi alle malattie mentali. “Ottima domanda – ha detto -. Una delle difficoltà maggiori è quella legata alla cultura e alla mentalità imperante. Negli ultimi anni sono cambiate molte cose. La pandemia, per quanto abbia comportato problemi enormi, ha consentito alle persone di essere più consapevoli su questi problemi legati all’ansia, ai disturbi dell’umore o alle dipendenze (solo per citare i più diffusi)”.
“Ancora oggi – ha proseguito il presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale -, nonostante la percezione del problema, molte persone si vergognano di far sapere di soffrire di ansia, depressione piuttosto che di attacchi di panico o di avere problemi di alcolismo. Queste patologie hanno la stessa dignità di tutte le altre. Soffrire di diabete o di un disturbo cardiovascolare non è differente dall’avere un problema di tipo depressivo o di essere dipendenti dall’alcol.
Ma purtroppo nella nostra società in virtù della disinformazione, dei pregiudizi, dello stigma legato a queste patologie e ai soggetti che ne soffrono, le persone tendono ad avere una visione distorta”. Questo quindi comporta un problema enorme nel momento in cui le persone vogliono chiedere aiuto ai professionisti. Una delle prime cose da fare è combattere proprio questo problema così come ha dichiarato lo psichiatra napoletano.
Fino a 50 anni fa circa esistevano i manicomi in cui venivano segregate ed emarginate le persone che soffrivano di tali problemi. Quindi secondo il dottor Barretta c’è ancora questa cultura: “secondo qualcuno infatti lo psichiatra è ancora il ‘medico dei pazzi’. Io invece faccio notare che psichiatria vuol dire cura della psiche. Tutti abbiamo la psiche: non ci si deve affatto vergognare perché sarebbe come dire ‘io mi vergono di andare dal medico che mi cura il fegato o il cuore'”.
“Se tu vedi una persona che ha la febbre o mal di stomaco, tu riesci a capirla – ha spiegato -. Ma immagina secoli fa quando vedevi una persona che aveva idee deliranti o allucinazioni, questo spaventava le persone. La difficoltà delle persone di non riuscire a comprendere crea paura. Molti pazienti mi dicono ‘meglio avere un tumore che soffrire di un disturbo bipolare o di altro’.
L’elemento critico è la difficile comprensione di un vissuto che può essere quello della depressione, dell’ansia o altro. Fino a non molto fa le persone che soffrivano di problemi psichici venivano definiti alienati mentali. Chi ha un disturbo fisico quindi è normale mentre chi ha un disturbo mentale è strano”.
Vincenzo Barretta: “Vi spiego la differenza e la similitudine tra disturbo fisico e disturbo psichico”
Il dottor Barretta ha poi spiegato un concetto importantissimo per far capire la differenza ma anche la similitudine tra disturbi psichici e disturbi fisici:
“La differenza tra chi ha un disturbo fisico o psichico non è una differenza qualitativa ma quantitativa. Mi spiego: ognuno di noi nella vita ha sofferto anche solo per pochissimo tempo di un momento in cui percepiva tutto nero, in cui si è sentito molto triste e quindi depresso.
Le persone fortunate hanno fatto quest’esperienza per un minuto, quelle meno fortunate per qualche ora e le persone che soffrono di queste patologie permangono invece a lungo in questo stato. La differenza tra individui cosiddetti sani e chi ha patologie di questo tipo è dunque quantitativa ma non qualitativa”.
“A ciascuno di noi – ha proseguito – sarà capitato, ad esempio, di aspettare una persona cara alla stazione e vederla in mezzo alla gente ma poi accorgersi che non era lei. Questo si chiama fenomeno dell’illusione o anche illusione ottica, un piccolo errore che rientra nei cosiddetti “fenomeni dispercettivi”, un’esperienza comunissima. Chi è malato vive quest’esperienza, cioè veri e propri fenomeni dispercettivi come le allucinazioni, per settimane o mesi, fintanto che non si cura“.
Il Centro Noesis a Fuorigrotta

Il dottor Vincenzo Barretta è anche direttore scientifico e cofondatore insieme alla dottoressa Vittoria Marmorini del Centro Noesis a Fuorigrotta che nasce nel momento in cui, vent’anni fa, nasce anche l’associazione Noesis, una Onlus. Quest’associazione ha poi creato il centro dove si fa psicoterapia, psichiatria e medicina delle dipendenze dato che il dottor Barretta è esperto in tutte queste discipline. La dottoressa Marmorini è una riabilitatrice psichiatrica e psicosociale, esperta di counseling e psicoeducazione. Lavorano quindi molto anche con le famiglie.
“Abbiamo elaborato degli specifici protocolli di trattamento per le dipendenze da alcol, da cocaina e anche per la depressione e disturbi della personalità oltre a occuparci di ludopatia. Usiamo anche tecniche di rilassamento e agopuntura”, ha spiegato Barretta.
Non poteva mancare alla fine la domanda di rito rivolta anche al presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Mentale e Comportamentale: qual è il sogno più grande del dottor Vincenzo Barretta?
“L’obiettivo che volevo raggiungere era proprio la creazione di questo Osservatorio. L’idea è lavorare sugli aspetti culturali, da mostrare anche ai politici, per contrastare il disagio psichico in tutte le sue forme. Adesso bisogna aiutare i cittadini a stare meglio dal punto di vista dela salute comportamentale ed emotiva”.
a cura di Federica Massari
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