Cos’era a banca ‘e l’acqua a Napoli: a cosa serviva

cos'era a banca e l'acqua e a cosa serviva

Nella geniale città di Napoli, dove si è sempre fatto di necessità virtù per andare avanti, inventandosi e reinventandosi di continuo, esisteva un particolare tipo di attività che spiccava per la sua singolarità: le Banche dell’Acqua.

Queste non sono degli istituti finanziari come verrebbe da pensare dal nome, magari per l’amministrazione e la diffusione della rete idrica nelle varie abitazioni, piuttosto erano caratteristici chioschi che risalgono alla fine del XVIII secolo.

A cosa servivano le banche dell’acqua a Napoli

La loro funzione originale era di vendere un bene inestimabile e prezioso per l’epoca: l’acqua fresca. Oggi, purtroppo o per fortuna in base al contesto, la presenza di queste banche dell’acqua si è notevolmente ridotta. Ne è rimasta ancora qualcuna, ma hanno dovuto giocoforza evolversi e reinventarsi nel corso degli anni.

Durante il XVIII secolo, l’acqua fresca era considerata un lusso accessibile solo a pochi fortunati nella città di Napoli. La vita era molto diversa da come la conosciamo oggi, e la disponibilità di acqua fresca era un aspetto cruciale, soprattutto durante le stagioni più calde.

Così le banche dell’acqua erano quei posti dove era possibile acquistare acqua fresca a fronte delle fatiche della giornata. Se vogliamo i classici bar/chioschetti di oggi, ma non facilmente reperibili e a disposizione come lo sono adesso.

Una soluzione ulteriore al caldo e alla mancanza d’acqua – finendo per unirsi spesso e volentieri – arrivò poi con i venditori ambulanti di acqua, noti come “acquafrescai“, che giravano per la città, principalmente nelle aree dei mercati, vendendo bicchieri di acqua fresca.

Questo servizio venne rapidamente apprezzato in una città dove già in primavera le temperature possono raggiungere livelli elevati. Gli acquafrescai, come spiegato dagli storici, conservavano l’acqua in speciali anfore di terracotta, denominate “mummare“.

Queste anfore erano dotate di un particolare sistema di chiusura ermetica che permetteva di mantenere l’acqua fresca per circa dieci ore, nonostante le temperature spesso torride.

La vendita di acqua fresca da parte di questi ambulanti divenne presto un elemento chiave della vita napoletana. Poi i tempi sono man mano cambiati, sono arrivate le tecnologie che oggi appartengono alla nostra quotidianità come frigoriferi e altro, e tutto è cambiato. Ma le banche dell’acqua e gli acquafrescai restano un simbolo della città e del vissuto napoletano.