Divieto a Napoli centro per queste attività: stop nuove aperture fino al 2026

vietato nuove aperture centro storico Napoli e San Gregorio Armeno

Novità importante per il centro storico di Napoli con tanto di comunicato del Comune: l’amministrazione, infatti, ha stabilito una moratoria per nuovi esercizi di alimentazione e vendita di prodotti alimentari nel cuore del suo Centro Storico Unesco e nelle relative buffer zone.

Inoltre l’espansione delle attività preesistenti è bloccata. Tali misure sono guidate da un duplice obiettivo: proteggere il Centro Storico, un gioiello Unesco, e preservare la qualità della vita dei residenti e le tradizioni locali dei napoletani. Una presa di posizione importante per salvaguardare tutte le parti in gioco.

Stop a queste attività nel Centro storico di Napoli

Questa iniziativa è frutto di un’armonia di intenti tra il Comune, la Regione Campania e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli. L’approccio preservativo, che fa parte di un insieme di tre decreti per regolamentare il commercio cittadino, è stato dettagliatamente presentato in una recente riunione.

Alla discussione hanno partecipato il sindaco Gaetano Manfredi e l’assessore alle Attività produttive e Turismo, Teresa Armato. La riunione ha affrontato non solo le restrizioni per nuove attività commerciali, ma anche la modifica delle normative relative all’occupazione del suolo pubblico per attività alimentari e le linee guida per l’uso di spazi esterni.

L’area vincolata, con i suoi 1,2 chilometri quadrati, ospita 1.555 delle 8.020 attività food and beverage di tutto il Comune. Tra il 2019 e il 2022, la crescita di tali attività è stata del 10% all’anno, con un aumento significativo nella ristorazione da asporto. Così la decisione di intervenire per frenare questo aumento.

La via San Gregorio Armeno, famosa per le sue botteghe artigiane, riceve un’attenzione speciale in questo piano. Nel prossimo triennio, solo le attività legate alla produzione o vendita dei presepi artigianali saranno esenti dal blocco. Il segnale è chiaro: Napoli tiene fede alle sue radici e al suo patrimonio unico e a tutelare come detto i residenti.