‘Sfaccimma’ e ‘sfaccimmo’, a Napoli c’è differenza: cosa cambia

sfaccimma cosa significa napoletano

Nel colorato e unico vocabolario del dialetto napoletano troviamo spesso termini unici e fortemente espressivi, capaci di catturare una gamma di sentimenti e atteggiamenti in maniera vivida e incisiva. Tra questi, c’è una parole che spicca per la versatilità, particolarità e soprattutto potenza emotiva: “sfaccimma”.

Una parole che chiunque va a Napoli e ci passa qualche ora, volendo o non, la sente pronunciare da qualche persona imprecante. “Sfaccimma”, infatti, è un sostantivo femminile, il cui significato letterale rimanda allo sperma.

Cosa cambia tra sfaccimma e sfaccimmo in napoletano

Ma non è questo il punto. La lingua napoletana ama giocare con le parole e la loro polisemia e così “sfaccimma” diventa un’esclamazione di sconcerto assoluto e rabbia totale, comparabile all’espressione italiana – del tutto comune e non ricca di pathos come nella fattispecie – “ma che diavolo!”.

Ma c’è di più a tal proposito. Il dialetto napoletano modifica il genere di “sfaccimma”, trasformandola in “sfaccimmo”, per attribuirle un nuovo significato. In questa versione maschile, infatti, indica una persona astuta, un uomo scaltro e furbo, un “dritto”, qualcuno che “sa il fatto suo”.

Per esempio, si potrebbe dire: “Chillo è nu sfaccimmo”, ossia “quello è uno sveglio”. Ovviamente si può riadattare anche all’uso femminile nel caso in cui sia una donna ad essere particolarmente brillante e versatile, ma bisogna poi specificare il complimento contestualizzando.

“E’ una sfaccimma“, infatti, detto al femminile, può assumere anche un valore dispregiativo. Due parole, in ogni caso, che illustrano splendidamente la ricchezza e la complessità del napoletano, con la sua capacità di esprimere un ventaglio di emozioni e caratteristiche con un solo termine.

La lingua napoletana crea così sfumature e significato che non sono facilmente traducibili in altre lingue, anzi lo rende quasi impossibile, ma la carica emotiva e l’impeto dei napoletani lo rende comunque facilmente chiaro a chi vive la città per pochi giorni e settimana ma andando via con un’energia rinnovata e più sfaccimmo, per restare in tema.