Sei sei napoletano, orgoglioso delle tue origini, innamorato della città e cresciuto da sempre nella città del Vesuvio, potresti comunque non conoscere alcune parole in napoletano.
E per un motivo molto semplice: la lingua partenopea è così profonda, sconfinata, che equivale a un pozzo infinito che spesso riesuma e porta a galla vecchi termini dimenticati. Parole che appartenevano ai nostri nonni o bis nonni e che si sono perse nel corso dei tempi.
Sta ‘alèffe, sai cosa significa in napoletano?
Basta dialogare con un anziano o spolverare un dizionario di napoletano per ripescarli subito lasciandovi a bocca aperta. “Cosa significa?”, direste a impatto pur riconoscendo che è napoletano.
Un esempio possiamo farlo con un termine che – a proposito di consultare un vocabolario partenopeo – attira inevitabilmente l’attenzione. Ovvero la locuzione ‘sta ‘alèffe‘. Si comprende che è una condizione riguardante una persona, ma cosa significa esattamente?
La sensazione è che pochissimi sapranno rispondere a questo quesito, molti invece lo apprenderanno adesso per la prima volta. Significa ‘sta a digiuno‘. Una situazione che i nostri avi hanno conosciuto purtroppo più volte tra le difficoltà di un tempo, le guerre e le mille vicissitudini necessarie per vivere alla giornata.
Per chi ama Napoli e il napoletano, il suggerimento è di acquistare un dizionario partenopeo per approfondire conoscenze e muoversi nel tempo. La riappropriazione delle parole dimenticate del napoletano non è solo un omaggio alla lingua, ma un atto di riverenza verso una cultura che non ha mai ceduto, che continua a fiorire e a narrarsi attraverso le generazioni.
È un modo per abbracciare e onorare il patrimonio unico di Napoli, per toccare le sue radici ancestrali e per celebrare la bellezza di un linguaggio che vive e respira con il suo popolo. E’ anche una maniera, se vigliamo, per ricordare i nostri nonni. Perché questa figura, per un napoletano, sarà sempre sacra.