Perché i giocatori del Napoli si stanno infortunando: lo svela il medico

infortuni Napoli cosa sta succedendo

C’è un pizzico di apprensione in casa Napoli in questo periodo di precampionato. E non solo per un mercato che stente a decollare col sostituto di Kim Min-Jae che ancora manca a 15 giorni dall’esordio in campionato a Frosinone, con Kevin Danso – principale obiettivo – sfumato proprio ieri poiché ha ufficialmente rinnovato con il Lens.

Tra i tifosi azzurri, piuttosto, c’è un po’ d’ansia per i ripetuti infortuni che si stanno alternando tra le fila partenopee in questa preparazione estiva prima tra i monti trentini di Dimaro e poi ora a Castel di Sangro in Abruzzo. Uno scenario che inquieta in vista della prossima stagione.

Tanti infortuni nel Napoli: la preoccupazione dei tifosi

E lo fa perché c’è stato un cambiamento importante tra i campioni d’Italia quest’estate. Oltre ad essere andato via Luciano Spalletti a cui è subentrato Rudi Garcia con tutt’altro metodo e approccio, è andato via anche un protagonista invisibile ma fondamentale della cavalcata dello scorso anno: Francesco Sinatti, preparatore atletico dello scorso anno.

Al suo posto è arrivato un fedelissimo del neo tecnico dei partenopei, Paolo Rongoni, il quale, dati tutti questi acciacchi iniziali forse anche normali, non si sta in ogni caso presentando benissimo agli occhi della tifoseria partenopea che ora teme problemi di questo tipo per l’intera stagione.

Infortuni Napoli: le parole del dottor De Nicola

Mario Rui, Stanislav Lobotka, Victor Osimhen, Gianluca Gaetano, Elijf Elmas e non solo. Ecco alcuni dei giocatori che hanno sofferto problemi fisici in questo periodo. Il dottor Alfonso De Nicola, ex medico della SSC Napoli, ne ha parlato a Radio Napoli Centrale: “I tanti infortuni muscolari dipendono sempre dal troppo lavoro o, al contrario, dal poco lavoro. E lo dico per esperienza personale”.

Ci sarebbe quindi responsabilità dello staff in questi problemi: “C’è bisogno di un continuo confronto tra preparatore atletico e calciatore, così da capire quando si può spingere e quando no. Non so che tipo di lavoro stiano facendo adesso, ma noi lavoravamo molto sulla prevenzione. Abbiamo avuto diversi infortuni, sì, ma di tipo traumatico, non muscolari“.