Napoli, quando la folla prese in giro Hitler in via Caracciolo

Quando Hitler fu preso in giro dai napoletani

Sono tantissimi gli aneddoti che riguardano Napoli e la pioggia. Soprattutto quella improvvisa ed estiva, che rovina le giornate di sole e di vacanza a tante persone. Un po’ come sta accadendo in queste ore nel capoluogo partenopeo e in tutta la Campania.

Detti o modi di dire che sono entrati nel linguaggio comune ormai da anni. L’elenco sarebbe davvero lungo da ripercorrere, ma ce ne sono alcuni che meritano di essere citati. Anche perché Napoli non è sempre e solo la città del mare e del sole.

La pioggia infatti arriva, eccome, anche nel mese di agosto ed in piena estate. A rovinare le ferie o vacanze anche dei turisti di tutto il mondo.

I detti ed i modi di dire sulla pioggia a Napoli

Innanzitutto partiamo dal dire che a Napoli quando piove poco si dice “Schizzichea”, anche se spesso si dice sta “schizzichiando” per descrivere quella leggera pioggerella che infastidisce ma non è forte.

Quando il tempo peggiora, e ci si imbatte in un temporale improvviso, come quello delle scorse ore, a Napoli si dice spesso “sta facenn o pata pata ‘e l’acqua”. Sono queste solo due espressioni colorite che descrivono in pieno lo spirito ironico di un popolo.

Che anche nelle vicende poco felici riesce sempre a trovare “‘a pezza a culor” per venirne fuori. Una caratteristica che fa del popolo napoletano unico al mondo. Anche con la frase “L’amico è comme ‘o ‘mbrello: quanno chiove nun t’ ‘o truove maje”

Che letteralmente significa che il vero amico è raro, in quanto tante persone che si professano amici quando arrivano i momenti di difficoltà non ci sono mai, come l’assenza dell’ombrello quando piove.

Quando Hitler fu preso in giro dal popolo napoletano

C’è un aneddoto che esprime in pieno la grande ironia del popolo napoletano anche nei momenti critici della storia. Non proprio legato alla pioggia, ma che cita questo evento atmosferico, c’è quello della presenza di Adolf Hitler a Napoli.

Nel 1938 il dittatore tedesco arrivò in Italia dall’alleato Mussolini, per la precisione a Napoli in via Caracciolo. Al suo arrivo in città come suo solito il cancelliere alzò il braccio al cielo per il suo saluto, condannato nel corso della storia.

In quel preciso momento dalla folla si sentì una voce “Sta verenno si for chiove”. Una battuta che non piacque alla propaganda fascista e nazista, che nulla poté fare se non incassare il colpo.

Un primo ceffone rispetto a quanto poi qualche anno dopo i napoletani consegnarono ai tedeschi, cacciandoli via dalla città con le 4 Giornate di Napoli.