A Napoli ed in Campania ci sono dei nomi molto comuni, che più degli altri appartengono alla “collettività” in quanto in ogni famiglia si trova sempre una persona che lo porta. Da Gennaro a Ciro a Francesco o Vincenzo, fino a Salvatore.
Il significato cattolico del nome Salvatore
Nomi che in napoletano diventano Gennarino o Ciccio passando per Vecienz o Totore. In particolare Salvatore è un nome risalente alla tradizione cristiana, dal significato letterale “colui che salva” o “il salvatore”.
Deriva dalla parola greca “Soter”, la quale si traduce in ebraico come Yĕhošūa’, l’appellativo del Gesù biblico. Questo nome gode di grande popolarità in tutta l’Italia, soprattutto a Napoli e in Campania, dove si classifica tra i venti nomi maschili più comuni.
Il 6 agosto si celebra la festa di Salvatore, data in cui sia la Chiesa Cattolica che quella Ortodossa commemorano la Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.
Questo evento, descritto nei vangeli sinottici di Marco, Matteo e Luca, racconta di come Gesù cambiò aspetto davanti ai suoi discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, avvolgendosi di una luce brillante e indossando abiti di un bianco accecante.
San Salvatore nella storia
Si crede che questa celebrazione cristiana di rilievo risalga a quaranta giorni prima della crocifissione di Gesù, secondo una certa tradizione.
Le prime celebrazioni occidentali sono attribuite al IX secolo a Napoli, nelle terre germaniche e in Spagna, e in seguito nel X secolo in Francia e nei secoli XI e XII a Roma. Papa Callisto III nel 1457 elevò la trasfigurazione al rango di una grande festa della Chiesa Universale.
Il 6 agosto fu scelto come data di questa celebrazione, in quanto, secondo la tradizione, la trasfigurazione di Cristo descritta nei vangeli avvenne 40 giorni prima della crocifissione di Gesù, che già veniva celebrata il 14 settembre in Oriente.
Tuttavia, c’è da notare che in alcune regioni settentrionali d’Italia, l’onomastico viene festeggiato il 18 marzo in onore di Salvatore da Horta, ma si tratta di una minoranza