Quel 3 novembre del 1985 Stefano Tacconi non lo dimenticherà mai. Quella giornata infatti ha segnato la consacrazione definitiva di un Mito anche in Italia. Quello di Diego Armando Maradona. Un simbolo intramontabile a Napoli.
Un Dio che anche dopo la sua morte continua ad essere venerato per tutto quello che è riuscito a fare all’ombra del Vesuvio. L’avversaria di sempre di Diego e dei napoletani è stata ed è ancora oggi la Juventus. Il club che ha consacrato Tacconi.
L’ex portiere proprio in questi giorni sta completando il suo percorso di riabilitazione a seguito all’emorragia cerebrale che lo ha colpito nello scorso aprile ad Asti. Lungo il programma di recupero dopo due operazioni ed il ricovero presso l’ospedale di Alessandria.
Una bella notizia per tutti gli sportivi e non è arrivata dalla sua famiglia, che ha mostrato con un post sui social la prima uscita dell’ex portiere, che tenta a piccoli passi di tornare alla vita quotidiana.
“Tanto gli faccio gol comunque”
Tornando alle sfide epiche tra Juventus e Napoli possiamo ripercorrere con la mente (di chi c’era) quel 3 novembre, una domenica piovosa con il Napoli al San Paolo che cercava l’impresa contro i bianconeri. A 18′ minuti dallo scadere la punizione più bella di tutti i tempi. Una pennellata d’azzurro che squarciò il cielo di Fuorigrotta.
Il prima è un romanzo raccontato da tanti, con Pecci che litiga con la barriera che non tiene la distanza e poi Diego infastidito che gli dice: “Tanto gli faccio gol comunque”. E quella traiettoria beffarda che aggira la barriera e che trafigge Tacconi è poesia. Il Numero uno quasi finisce contro il palo per tentare di prendere il pallone.
Quella è stata solo la prima di tante sfide che Maradona ha vinto contro Tacconi, con il Napoli in grado finalmente di fare la voce grossa contro gli avversari di sempre arrivando a vincere anche scudetti e coppe.
A Napoli e a Torino, ogni volta che i due si incrociavano da avversari le emozioni erano assicurate. Fino a quella partita di Supercoppa del 1990 con il povero Tacconi costretto dall’ultimo Napoli maradoniano e vincente a raccogliere 5 volte il pallone dalla sua rete.