Napoli, stangata sul turismo: ecco gli aumenti per alberghi e b&b

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Con l’arrivo dell’estate, gli italiani desiderano concedersi delle vacanze, ma quest’anno devono affrontare una serie di aumenti che rendono difficile spostarsi con tranquillità.

Napoli subisce un’impennata nei prezzi degli alberghi, b&b e pensioni a luglio 2023, con un aumento del 20,8%. Tuttavia, il capoluogo partenopeo si colloca lontano dalla vetta della classifica degli incrementi, dove Roma e Genova conducono con un +31%.

Le classifiche delle strutture in aumento

Sul podio, ma a distanza, Venezia col +24,7 per cento, seguita da Milano con il +24,6 per cento. Aumenti superiori al 20 per cento anche a Varese (24,3), Firenze (22,3), Arezzo (21,7), Bologna (21,2). All’ottavo posto c’è Napoli mentre Lucca (20,7 per cento) e Grosseto (20,4 per cento) chiudono la top ten. Dalla parte opposta della classifica, analizza il report Assoutenti, solo tre città in deflazione, dove le tariffe praticate dalle strutture ricettive risultano in discesa rispetto allo scorso anno: Mantova e Pescata con -0,5 per cento e il record di Caltanissetta che segna addirittura -9,7 per cento.

L’associazione Altroconsumo ha condotto uno studio completo sui costi delle vacanze, esaminando tre aspetti fondamentali: i prezzi degli hotel e dei B&B nelle destinazioni di mare, montagna e città d’arte; i costi dei trasporti in auto, treno e aereo; l’andamento annuale dei prezzi nelle principali località turistiche italiane.

Il prezzo di una stanza per due persone per 8 giorni e 7 notti in alcune delle mete turistiche più famose d’Italia: Polignano a Mare, Cervia, Ortisei, Selvino, Firenze e Napoli. Dai risultati emerge che nel 2023 alloggiare in un hotel 3 stelle costa di più rispetto al B&B: rispettivamente 111€ contro i 98€ a notte del B&B.

Optare per altre località

Il presidente Furio Truzzi commenta che, sebbene questi aumenti possano rispecchiare il crescente afflusso di turisti stranieri nelle città italiane, c’è il rischio di un contraccolpo: gli italiani potrebbero optare per altre località, come dimostrato dall’affluenza record in Albania in questi giorni.

Truzzi avverte gli albergatori di non spingere troppo con i rincari, poiché una volta terminata la stagione estiva e l’afflusso di turisti dall’estero, tali aumenti potrebbero rendere le strutture deserte nei mesi successivi.

Mentre la città non guida la classifica degli aumenti, è innegabile che questa “stangata” possa influire sulle prospettive di viaggio dei turisti. Questa sfida evidenzia l’equilibrio sottile tra promuovere il turismo e garantire l’accessibilità alle esperienze di viaggio.