Ferragosto, perché si festeggia l’Assunzione: la storia

Il 15 di Agosto, nel giorno di Ferragosto, si festeggia l’Assunzione di Maria in Cielo che è una delle celebrazioni più sentite del mondo cristiano. Un culto importantissimo che ai nostri giorni rappresenta un’occasione per una gita fuori porta e una giornata in compagnia degli affetti più cari.

Nonostante la piega “profana” che tale giorno ha preso nel tempo in realtà la storia dell’Assunzione ha radici molto profonde e radicate che, come spesso accade, intrecciano credo cristiano e pagano.

Come nasce la festa di Ferragosto

Nel quindicesimo giorno di agosto, anticamente, il mese di agosto ospitava le Feriae Augusti, indicate come “il riposo di Augusto“. Si trattava di un periodo di pausa e rigenerazione dopo il duro lavoro nei campi.

Ufficialmente, le celebrazioni per l’arrivo di questa meritata tregua furono istituite da Augusto nel 18 a.C.

Nel corso dei secoli successivi, la componente religiosa cristiana prese il sopravvento: la nuova fede, riconosciuta ufficialmente attraverso i decreti di Teodosio alla fine del IV secolo, incorporò e riformulò il calendario delle festività pagane. Un processo nel quale vennero integrate celebrazioni liturgiche e ricorrenze cristiane.

Perché si festeggia l’Assunzione

Le prime testimonianze relative all’Assunzione risalgono al IV secolo d.C. Tuttavia, la festa inizia ad essere celebrata ufficialmente a Roma solamente nel VII secolo d.C., grazie all’intervento del Papa Sergio I. L’ufficializzazione della data prescelta risale poi al IX secolo.

Secondo il culto cristiano, Maria, la madre di Gesù, una volta completato il suo percorso terreno, fu trasportata in Paradiso, sia nel suo spirito che nel suo corpo, in un evento chiamato l’Assunzione.

Questo concetto non necessariamente implica la morte (come la tesi della Dormizione suggerisce), ma neppure la esclude. Nella prospettiva cattolica, l’Assunzione di Maria costituisce un’anteprima della risurrezione della carne. Un evento che, per tutti gli altri, avverrà soltanto al termine dei tempi, in concomitanza col Giudizio universale.