“Téne folla Pintauro”: cosa vuol dire questo famoso detto napoletano

Detto napoletano Pintauro

Nelle strade pittoresche di Napoli, un enigmatico detto risuona: “Téne folla Pintauro!” – una frase che attrae l’attenzione e suscita curiosità.

Ma chi è Pintauro e cosa si cela dietro queste parole? La Campania e Napoli, senza dubbio, conoscono bene questo nome.

Via Toledo, un tempo, ospitava la bottega di Pintauro, una presenza che ha regnato sovrana per anni, offrendo il delizioso regalo delle sfogliatelle al mondo.

In questo viaggio attraverso le strade di Napoli, guidati dall’irresistibile profumo delle sfogliatelle appena sfornate, ci si può immergere nell’atmosfera dell’espresso napoletano, la rubrica domenicale di “Magazine Pragma“.

“Téne folla Pintauro!”, il detto napoletano che spiazza: cosa vuol dire

Téne folla Pintauro!” Pasquale Pintauro, il maestro pasticcere è una figura leggendaria che ha plasmato la storia dei dolci napoletani.

Se si cerca la parola “sfogliatella” online, il web rivela un frammento della storia del famoso e storico pasticcere.

Nel 1818 Pintauro entrò in possesso della ricetta segreta della Santarosa, portando il dolce a Napoli, modificando (leggermente) la ricetta e introducendo la variante riccia-sfoglia.”

La pasticceria di Pasquale Pintauro fu la prima a diffondere e vendere le sfogliatelle. La loro squisitezza attirò persone da ogni angolo, riempiendo le strade circostanti di affetto e curiosità.

La piccola bottega divenne così popolare che le code dei clienti si snodavano lungo il marciapiede esterno.

Questo successo fu il germe delle invidie e delle gelosie, che a loro volta diedero vita a due aforismi popolari distinti: “Téne folla Pintauro!” (C’è folla da Pintauro!), un’espressione usata per ironizzare su chi cerca di sembrare prezioso, fingersi impegnato in faccende importanti nonostante la scarsa credibilità.

Poi c’è “Se fruscia Pintauro, d’e sfugliatelle jute ‘acìto” (Se fruscia Pintauro, d’estate sono sfogliatelle scadute), che sottolinea la vanteria e l’autocelebrazione eccessiva.

Eppure, occorre chiarire che a Pasquale Pintauro non si attribuisce l’invenzione della sfogliatella, ma piuttosto la sua rivisitazione e la sua introduzione nel mercato di massa.