I nostri nonni napoletani usavano a vrasera’: a cosa serviva

a cosa serviva la vrasera a Napoli

Nelle case dei nonni napoletani in inverno compariva la vrasera’, un oggetto che al suo valore pratico univa la capacità di saper diventare un un rituale serale per le donne, un momento di condivisione.

Che cos’è la vrasera’

La vrasera’ era un oggetto singolare che può essere semplicemente accostato ad un braciere fatto in ottone o rame. Le nostre nonne d’inverno aveva l’abitudine di accenderla usando del legno e del carbone con lo scopo di riscaldarsi di sera.

Dall’interno del braciere, una volta acceso, si irradiava un tepore accogliente, un calore che avvicinava le anime e le conversazioni. Questo gesto, accendere “la sorgente di calore”, era intriso di significato: rappresentava un atto di affetto, richiedeva l’abbraccio di chiunque per catturarne il calore emanato.

Questo calore, fisico ed emotivo, diventava un veicolo per le storie, le risate, le confidenze. Si potevano dimenticare le preoccupazioni del giorno, persino sfuggire all’agguato delle insidie nascoste.

Molto più che un modo per scaldarsi

Accendere la vrasera‘, oltre che a superare il freddo invernale, era anche un modo per ritrovarsi in famiglia e parlare liberi finalmente dagli impegni quotidiani. Questo antico braciere non era solo un modo procurare calore ma voleva dire infondere un dolce tepore anche nelle relazioni e nel cuore.

L’uso di questo tipo di bracieri inizia ad essere comune fin dai tempi più antichi. Nonostante fossero oggetti d’uso quotidiano, portavano con sé una modesta ma raffinata decorazione che rifletteva il gusto dell’epoca.

Tra i più antichi, quelli di terracotta, emersi nell’ambito greco ed etrusco, avevano forme basilari: un contenitore emisferico sostenuto da tre piccole gambe. La decorazione, impressa o modellata, si manifestava sui bordi allargati, sulle gambe o sull’intera superficie.

Fiori di loto e intrecci geometrici abbellivano gli esemplari trovati a Gela e Agrigento, mentre in quelli dall’Etruria emergono scene di caccia e cavalieri, riflesso delle tendenze artistiche dell’epoca.