Walid Cheddira, noto per il suo sorriso perenne nelle foto, è stato una pedina fondamentale nello scacchiere del Bari nel campionato di Serie B, con una sorprendente serie di cinque gol e un totale di dieci, compresa la Coppa Italia.
Il soprannome di Walid Cheddira che piace ai tifosi del Napoli
Cheddira, soprannominato Ualino, diminutivo di Pasquale in dialetto barese, ha guadagnato rapidamente l’ammirazione dei tifosi del San Nicola. Bruno Di Napoli, il suo procuratore, descrive Walid come un ragazzo umile, socievole e autocritico.
Il perfezionismo del suo assistito emerge nel suo stile di gioco e nella dedizione al lavoro, un aspetto che ha contribuito al suo recente successo.
Nato il 22 gennaio 1998 a Loreto, nelle Marche, Cheddira ha il calcio nel DNA, grazie anche al padre Aziz, che è stato un calciatore dilettantistico in Marocco.
L’attaccante del Bari ha iniziato a giocare fin da giovane, dimostrando il suo talento in diverse posizioni ma sempre come centravanti. La passione per lo sport è profondamente radicata nella sua famiglia, anche il fratello Mohamed segue le orme calcistiche.
Il percorso di Walid Cheddira ha visto alti e bassi, come nel suo periodo al Parma, dove ha affrontato un momento difficile senza segnare in Serie C. Tuttavia, la sua perseveranza e dedizione lo hanno portato al successo.
Dopo una serie di prestiti ha trovato la sua dimensione al Bari, contribuendo in modo significativo alla promozione della squadra in Serie B. Questo successo ha attirato l’attenzione del Parma, che ha deciso di trasferirlo definitivamente nella squadra pugliese.
Nonostante il suo successo in Italia, Cheddira ha anche fatto parlare di sé in Marocco, dove ha segnato un gol in una partita amichevole contro il Madagascar.
Il Bari ha deciso di soprannominarlo Ualino da Pasqualino, nome molto diffuso in città, sia per il gioco di parole con il suo vero nome che è assonante, sia per la sua estrema umiltà. Non si è mai montato la testa pur essendo un giocatore prezioso in Serie B. Il nome Pasquale, quindi Pasqualino, è anche un nome simbolo a Napoli.
I tifosi azzurri quindi apprezzeranno di sicuro visto che sono soliti agire alla stessa maniera, vedi Dries Mertens, soprannominato Ciro, sia per affetto che per l’umiltà e la disponibilità dell’ex giocatore azzurro.