A Napoli chiamavano così i salumieri: un termine che non hai mai sentito

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Viviamo ormai nell’era delle grandi catene di supermercati dove è possibile trovare tutto, in qualunque momento. Fortunatamente in alcuni luoghi, come a Napoli, le persone tendono ancora a fare la spesa nei piccoli negozietti di fiducia.

In particolare è la salumeria che ancora possiede il monopolio degli acquisti dei napoletani: un luogo in cui è possibile trovare tutto, dagli affettati ai formaggi, dalla pasta al pane e il salumiere veniva chiamato “casadduoglio”.

A cosa risale questo termine

Qualche anziano potrebbe ancora oggi chiamare il salumiere “casaduoglio” o “casadduoglio”. Questo termine antichissimo risale a quando questo esercizio commerciale era l’unico posto in cui comprare viveri diversi da frutta e verdure: il casaduoglio vendeva formaggi, salumi, olio e pasta, come le salumerie moderne, ma anche saponi, detersivi ed oggetti di uso domestico.

Il nome stesso nasce dall’unione dei due prodotti tipici: il “caso”, dal latino “caseum” (formaggio), e l’uoglio, dal latino “oleum” (olio). Non esiste differenza fra “casaduoglio” e “casadduoglio”. Il raddoppiamento della “d” è probabilmente arrivato nell’uso popolare del termine, ma la forma più corretta è senza dubbio quella senza doppia.

Il termine affonda le radici nel secondo dopoguerra

Nel celebre dialogo di Miseria e Nobiltà, Don Pasquale e Don Felice elencano vari termini per il salumiere, tra cui “Casadduoglio“. Questo termine intrigante, tipico del dialetto napoletano, affonda le radici nella Napoli del secondo dopoguerra.

Napoli era affollata di americani, che rappresentavano un nuovo inizio dopo la guerra. Gli americani, tra le altre cose, possedevano il prezioso “sord“, la moneta americana, che permetteva loro di spendere liberamente.

I commercianti napoletani cercavano di attrarre questa clientela, spesso utilizzando cartelli in inglese. I salumieri, ad esempio, scelsero di pubblicizzare formaggio e olio, tradotti in inglese come “cheese and oil“.

Tuttavia, il popolo napoletano non aveva familiarità con l’inglese e trasformò “cheese and oil” in “Casadduoglio”, deturpando il termine in modo caratteristico.