Nelle immediate vicinanze di Napoli, senza alcun dubbio una delle città più belle del mondo, sorge il quartiere di Caivano – oggi alla “ribalta” per un terribile evento di cronaca. Il Parco Verde, una delle sue macchie verdi, è diventato l’epicentro di spaccio e criminalità.
Nel corso degli anni sono state costruite sempre più case che, col tempo, hanno iniziato ad ospitare sempre più illeciti. Come nasce questo quartiere? Qual è la sua storia? Facciamo un salto nel tempo a quando lo scopo iniziale era decisamente di altra natura.
Caivano, la storia del Parco Verde: ecco quando è stato costruito
Ci siamo lasciati poco fa col dire che la nascita del Parco Verde di Caivano avrebbe dovuto donare un nuovo lustro al quartiere. Un simbolo di rinascita. Ma ad oggi possiamo affermare non essere andata così. Oggi divenuto un luogo isolato e trascurato, nonché sede indiscussa di spaccio e criminalità di ogni genere.
Il famoso Parco Verde nasce intorno al 1980, immediatamente dopo il terribile terremoto che colpì la Campania: con i fondi che erano stati stanziati dallo Stato si decise di dare una nuova vita a Caivano, sperando che (col tempo) quella “macchia verde” sarebbe divenuta il simbolo della speranza.
Era destinato, infatti, ad ospitare gli oltre 300 mila sfollati del territorio. Ma questa contingenza fu solo terreno fertile per la criminalità organizzata che trasformò il Parco in una delle sue sedi. Gli enormi palazzi costruiti – e destinati ad una riqualificazione – divennero permanenti e privi di servizi adeguati per la comunità.
In cosa si è trasformato il Parco Verde oggi? Nel corso di questi ultimi 10 anni sono stati molteplici i fatti di cronaca che lo hanno riguardato, a cominciare dalle tragiche morti di due bambini, sino ad arrivare alle ultime notizie del giorno. Oggi è blindassimo, al pari di una roccaforte separata da alti muri e cancelli.
Quale la speranza di chi ci abita? La stessa del conosciuto Don Patriciello che si batte da anni affinché il Parco Verde possa tornare a rendere fiera la città di Napoli. Lo scopo è quello di aprire i centri di aggregazione per i giovani e fare in modo di dare una svolta sostanziale e definita a Caivano.