La nuova era azzurra, il vecchio sarrismo. Che sa scardinare i piani di Garcia. Al Maradona Zielinski pareggia i conti dopo una magia di Luis Alberto, poi il giapponese Kamada risolve la gara di sinistro
Il Napoli si scioglie dopo un buon primo tempo
PRIMO TEMPO – Ritorno al futuro. La maglia da cavalieri oscuri dei padroni di Fuorigrotta, il vestito buono per le serate di gala al Maradona. In campo scendono due formazioni che rappresenteranno il lotto delle 32 della coppa dalle grandi orecchie.
Il Napoli ha tutti i giocatori disponibili (eccezion fatta per Gollini e il “reietto” Demme), con Rudi Garcia che schiera il proprio 4-3-3 di fronte a Meret. In difesa Juan Jesus e Rrahmani sono i due centrali, sulle fasce invece capitan Di Lorenzo e Oliveira. Nel centrocampo a tre confermati Anguissa, Lobotka e Zielinski.
In avanti torna il fenomeno georgiano Kvaratskhelia, che, insieme a Politano, sostiene l’unica punta Victor Osimhen. Anche l’ex di turno Maurizio Sarri ha tutti a disposizione, manca il solo Pedro (che resta ammaliato dalle voci dell’Arabia). Il tecnico conferma non solo lo scherma visto all’Olimpico contro il Genoa, ma anche gli interpreti. Davanti a Provedel pronto l’altro ex azzurro Hysaj (al posto di Lazzari), Romagnoli, Casale e Marusic.
A centrocampo Kamada, al fianco di Luis Alberto e Cataldi. In avanti invece al fianco di Ciro Immobile, ci sono i funamboli Felipe Anderson e Mattia Zaccagni. Termina in parità il primo tempo tra Napoli e Lazio. Ospiti in vantaggio al 30′ con una prodezza di Luis Alberto, in gol di tacco su assist di Felipe Anderson. Dopo solo due minuti Zielinski supera Provedel con un tiro dal limite dell’area deviato da Romagnoli.
Non incidono i cambi di Garcia
SECONDO TEMPO – Pronti-via e conclusione secca di Zielinski che Provedel respinge d’istinto. Al 52′ Felipe Anderson ruba palla a Zielinski e mette in mezzo, grande finta di Luis Alberto che libera Kamada che in diagonale batte Meret e riporta in vantaggio la Lazio. Al 67′ Zaccagni segna il 3-1 ma l’arbitro annulla per fuorigioco.
Al 71′ arriva un nuovo 3-1 con un preciso tiro a giro di Guendouzi, l’arbitro viene richiamato al Var per una complicata decisione su un fuorigioco nel corso dell’azione e decide di annullare per la posizione irregolare di Zaccagni che era il destinatario di un passaggio deviato da Di Lorenzo e poi finito sui piedi di Guendouzi.
All’85’ Zaccagni sfiora il terzo gol. Al 95′ Lindstrom tira alto da buona posizione. La linea Maginot degli ospiti è granitica, ad Osimhen &co. risulta quasi impossibile proporsi in area laziale, se non con sporadiche scariche dalla distanza. E il risultato finale sorride a Sarri e alla Lazio, ancora una volta, come sei mesi fa.