Napoli, quando è nato il Rione Traiano? Per la sua storia occorre fare un salto indietro nel tempo fino alla fine degli anni ’50. L’obiettivo era quello di sviluppare un nuovo quartiere in grado di creare un ponte di collegamento tra la natura e l’architettura, dotandolo anche di attrezzature e di servizi utili per la comunità.
Il progetto, come accennato precedentemente, nasce sul finire della seconda guerra mondiale e la sua prima bozza vedeva la costruzione di ben 25.000 unità abitative che dovevano essere destinate ad altrettanti residenti. Ideato dal professore Marcello Canino, successivamente il disegno venne trascurato notevolmente dalle istituzioni.
Rione di Traiano: la sua storia fino ai giorni d’oggi
Il progetto vede i natali grazie al lavoro di Marcello Canino che l’ho inserita all’interno del CEP (ossia il piano regolatore del Comune). Ci siamo lasciati col dire che il disegno venne notevolmente trascurato e sono stati effettuati solo dei lavori sporadici che hanno portato alla costruzione di poche strutture sociali.
È venuta meno l’idea originaria ossia renderlo quanto più vivibile possibile inserendo al suo interno servizi dedicati alla collettività. Attualmente il Rione Traiano è abitato, secondo quanto emerso dai dati, dal sottoproletariato urbano: oltre il 70% dei giovani sono disoccupati ed è stato registrato una forte tasso di abbandono scolastico.
A tal proposito occorre anche ricordare che è stata chiusa una famosa cartolibreria, la Martelli. Intervenuto a spiegare la situazione il consigliere Antonio Luongo che, essendo nato nel quartiere, sente da vicino la causa. In tutti questi anni ha sempre cercato di essere un punto di riferimento combattendo il forte stato di degrado e desiderando di riqualificare la qualità della vita del Rione.
Rione Traiano, quali i progetti per il futuro?
Una delle prime mosse a riguardato è il parco AncoMarzio che, attualmente, è diventato un luogo di incontro per i più giovani del quartiere. Di fondamentale importanza salvaguardare gli spazi verdi e l’igiene generale di tutto l’ambiente. Sono ancora tanti i lavori da fare, come ad esempio la realizzazione di una struttura sanitaria, così come l’apertura di un cinema o di un edificio dedicato allo sport.
Luongo ha concluso sostenendo che, così come in altre aree particolarmente problematiche della città, è di fondamentale importanza il lavoro perché è solo in questo modo che si può “conferire dignità agli esseri umani”. In virtù del forte tasso di disoccupazione, il suo appello è rivolto all’istituzioni con la speranza di avere al più presto nuove opportunità lavorative.