6 settembre 1860: la data che ha cambiato la storia di Napoli

6 settembre 1860

Il 6 settembre 1860 segna una data molto importante per la città di Napoli: proprio in quel giorno il Re Francesco II lasciò la città insieme alla sua famiglia decidendo di imbarcarsi sul celebre vaporetto Messaggero. 

Il suo scopo era quello di riorganizzare – in qualche modo – tutte le forze armate, posizionando l’esercito a Gaeta e Capua, operando strategicamente dal fiume Volturno con una mossa difensiva. Un nulla di fatto.

Questo perché il 7 settembre Garibaldi, anticipando la maggior parte delle sue truppe, mentre era in viaggio su un treno che lo avrebbe portato da Torre Annunziata, fu costretto a procedere con estrema cautela onde evitare la folla in festa che si era radunata lungo il percorso per accoglierlo con entusiasmo. Stava entrando a Napoli!

Napoli, l’ingresso di Garibaldi in città

Ci eravamo lasciati col dire che il 6 settembre vede l’abbandono di Francesco II da Napoli e nel frattempo le forze garibaldine arrivare in città a qualche ora di distanza ed essere accolte con estremo entusiasmo dalla folla. 

Il tragitto di Garibaldi inizia da Vietri dove sale a bordo di un treno molto speciale e calorosamente omaggiato dalla folla in delirio. Tanto è vero che la locomotiva che trasportava i mercenari bavaresi fu costretta ad essere deviata a Nocera per dare la precedenza al convoglio del condottiero.

Il liberatore decise di entrare in città solo con un piccolo seguito di garibaldini, proprio perché non aveva lo scopo di apparire come un conquistatore, ma come colui che aveva protetto la popolazione. Tanti quelli che si aggrapparono al treno pur di vederlo e salutarlo. 

Festeggiamenti spropositati da parte della popolazione di Napoli che scese in piazza ammirando colui il quale era riuscito a liberarli da Federico II. In concomitanza con questi festeggiamenti, occorre ricordare quanto accade a Salerno. Evento che ha segnato in maniera irreversibile il Mezzogiorno.

6 settembre 1860 a Salerno: cosa accadde

Accade che Liborio Romano e Salvatore De Crescenzo – due personaggi alquanto loschi – decidono di scortare l’ultimo sindaco di Napoli proprio a Salerno dove ci sarà anche Garibaldi. Il motivo è molto semplice: Garibaldi aveva paura della città e richiese la presenza di personaggi poco raccomandabili per garantire un ingresso tranquillo.

I due però, come detto in precedenza, sono molto furbi e decidono di voler stipulare un vero e proprio patto criminale sotto la bandiera tricolore, col fine di ottenere una collaborazione stabile e duratura. Nasce, in questo modo, la prima forma di malavita organizzata.