Il Palazzo dello Spagnolo a Napoli è uno dei più importanti della città: costruito per volere di Nicola Moscati, marchese di Poppano, a partire dal 1738. L’architetto incaricato della costruzione fu Ferdinando Sanfelice, che optò per edificare gli archi molto ampi e richiamando l’andamento delle scale, edificate su entrambi i lati. I più attenti avranno sicuramente notato che è stato preso in piena regola lo stile architettonico di palazzo San felice.
Perché si chiama in questo modo? Nel XVIII secolo fu Tommaso Atienza, conosciuto anche con l’appellativo di lo Spagnolo, ad acquistare il palazzo e a richiedere dei nuovi lavori di restauro e di abbellimento – anche se i dettagli di questi interventi sono stati perduti nel corso del tempo. Ad oggi è stato suddiviso in tre parti, di cui una di proprietà pubblica, mentre l’altra ha aperto le porte ad un museo dedicato a Totò.
Palazzo dello Spagnolo: ecco dove si trova
Si trova al numero civico 19 di Via Vergini all’interno del rione Sanità, nel cuore del centro storico della città di Napoli. Costruito in pieno stile barocco napoletano, dopo i primi lavori furono chiesti dei nuovi abbellimenti. Habitué del palazzo era Carlo III di Borbone – noto per utilizzare i buoi, al posto dei cavalli, per il suo trasporto in groppa fino a Capodimonte.
Si diceva precedentemente che venne poi acquistato da Tommaso Atienza cui si deve anche il nome di Spagnolo. Il nobiluomo decise di espandere notevolmente la struttura, facendo costruire anche un altro piano e predisponendo la realizzazione di numerosi affreschi. Questi ultimi andati persi nell’ultimo restauro.
In pieno stile barocco napoletano così distintivo, colpisce notevolmente per l’imponenza della scala principale che ne costituisce il cuore pulsante. Tema ricorrente di tutto l’edificio sono le decorazioni in rococò e le ampie porte che conducono direttamente agli appartamenti, dove sono impresse anche i medaglioni e gli stemmi delle famiglie che lo hanno abitato nei secoli.
Oggi il palazzo è a completa disposizione dei turisti che possono visitarlo a titolo gratuito: in passato sono stati allestite delle mostre dedicate i burattini, mentre nel 2024 è prevista l’apertura di un museo dedicato interamente a Totò. Gli ultimi due appartamenti, situati all’ultimo piano, sono stati invece acquistati dalla regione Campania.