Una vera e propria istituzione il Gambrinus a Napoli, senza alcun dubbio il più importante caffè e locale storico dell’intera città. Un vero e proprio salotto d’altri tempi, considerato al pari di una galleria d’arte e che conserva i tratti di eccellenza della tradizione. La sua storia ha origini molto lontane e bisogna fare un salto indietro nel tempo al 1860 quando al piano terra del Palazzo della Foresteria venne aperto il Gran Caffè.
Situato nel cuore di via Chiaia, al suo interno si resta a bocca aperta dalla bellezza degli stucchi e delle statue del pieno stile ottocentesco. È importante notare che queste ultime vennero realizzate da rinomati artisti napoletani. Inoltre sono conservate le opere di Gabriele D’Annunzio e di Filippo Tommaso Marinetti. Sin dalla sua fondazione, ha goduto di un notevole successo tra la popolazione di Napoli, anche se col tempo ha attraversato alcuni periodi difficili.
Gambrinus, la storia del bar d’eccellenza di Napoli
Sul finire del XIX secolo al Gambrinus giunsero importanti artisti napoletani che si dedicarono ad affrescare il locale. Tutto sembrava trascorrere per il meglio fin quando il 5 agosto del 1938 l’allora prefetto Giovanni Battista Marziali ne ordinò l’immediata chiusura perché il bar era stato segnalato è considerato come il ritrovo degli antifascisti. Quantomeno questa la versione “ufficiale” che venne data. Si nascondono altri motivi?
Ebbene sì, ci sono altre fonti e testimonianze da prendere in considerazione. Anche più succulente: in realtà fu la moglie del prefetto a chiedere al marito di far chiudere il bar, poiché la donna non riusciva a dormire a causa del chiasso e del rumore che proveniva dal caffè. Da quel momento in poi i locali vennero destinati al Banco di Napoli. Nel 1952, invece, si cambia nuovamente registro perché Michele Sergio, famoso imprenditore napoletano, riesce a far riaprire il Gambrinus.
Con non poca fatica i figli di Sergio recuperarono i locali del Caffè che affaccia su Piazza del Plebiscito. Da quel momento in poi possiamo dire esserci stata una vera e propria rinascita, tant’è vero che è stato frequentato da innumerevoli personaggi illustri come ad esempio Totò, De Filippo, Hemingway ed Oscar Wilde – per citarne alcuni. E i reali? Certo che sì, anche l’imperatrice Sissi sì fermo al Gambrinus per un buon caffè.