Cosa hanno in comune Lupin III e Napoli? La storia che in pochi ricordano

Lupin III e Napoli

Napoli, con la sua bellezza senza tempo, ha catturato l’attenzione di registi di fama mondiale e maestri dell’animazione. Le strade intricate e gli scenari pittoreschi hanno servito da sfondo per film iconici, trasmettendo l’atmosfera unica della città sul grande schermo. Registi come Roberto Rossellini e Vittorio De Sica hanno colto l’essenza della vita partenopea, immortalando scorci indimenticabili.

Anche nel mondo dell’animazione, Napoli ha ispirato lungometraggi e cartoni animati, con le sue architetture mozzafiato e l’energia vibrante delle sue strade. La città, con la sua magia intrinseca, continua ad essere una fonte inesauribile di ispirazione per tanti artisti.

In particolare esiste un legame molto particolare che lega la città partenopea con uno degli eroi, o forse sarebbe meglio dire antieroi, più famosi dell’ultimo secolo. Si tratta di Arsenio Lupin III. Trasposizione animata del famoso manga dell’artista Monkey Punch, che nel 1967 prendendo ispirazione dal personaggio originale di Arsenio Lupin creato da Maurice Leblanc.

Lupin III a Napoli e quel modo di dire particolare

Da questa affascinante saga sono nate diverse versioni animate per la televisione e il cinema, così come adattamenti live-action e una vasta gamma di prodotti di merchandising che omaggiano i memorabili personaggi della serie. Tra le tante location in cui Lupin viaggia con la sua squadra, inseguito da Zenigata, c’è la città di Napoli.

Nell’episodio 138 delle “Nuove avventure di Lupin”, intitolato “Il tesoro di Pompei“, vediamo proprio la città napoletana. In questo episodio la trama conduce la banda di ladri gentiluomini alla ricerca di un tesoro perduto, la cui leggenda narra sia nascosto tra gli antichi scavi archeologici di Pompei, situati alle pendici del maestoso Vesuvio.

Un tesoro che si dice sia maledetto, e che nessuno è mai riuscito a rubare per via di una strana magia che lo circonda. Questo episodio affascinante è stato trasmesso in Giappone nel lontano 1971, ma ha raggiunto il pubblico italiano solo circa un decennio dopo, riscuotendo un grande successo, anche tra i napoletani.

Tuttavia, l’episodio di Pompei non è l’unico momento in cui Lupin e la sua banda hanno calcato il suolo italiano. Nel 2012, è stato trasmesso un episodio speciale che ha portato Lupin e compagni direttamente nella colorata cornice di Napoli.

Un amore corrisposto, dato che il mondo immaginario di questo ladro onorevole è entrato nella cultura popolare napoletana. Tanto che è un modo di dire comune, quando qualcuno prende una sigaretta stropicciata e ammaccata “Par’a sigaretta di Jigen“.

Si fa riferimento al compagno di avventure di Lupin, il noto pistolero Daisuke Jigen. Sempre con la sigaretta tra le labbra, anche nelle situazioni più caotiche e piene d’azione, che spesso lo vedevano uscirne per un pelo, ferito e stropicciato, con una sigaretta quasi inutilizzabile.