L’antica città romana di Ercolano, oggi patrimonio dell’Unesco, ha una storia millenaria, che risale addirittura all’epoca di Ercole, che si dice sia stato il fondatore di questo importante insediamento. Tanto che più volte i locali hanno cercato di trasformare il nome del posto in Herculaneum, per sottolineare ancora di più il legame con l’eroe mitico.
A fase alterne, però, la città è anche stata conosciuta con il nome di Resìna. Alcuni sostengono che questo nome derivi dal cognome di una nota famiglia patrizia del luogo, che vantava enormi possedimenti. Altri dicono che il nome provenda da un attrezzo romano. Altri ancora che sia l’anagramma di sirena, una creatura molto cara a tutti i campani.
Molto meno affascinante e purtroppo più reale è stato il conflitto che ha toccato la città durante la la Seconda Guerra Mondiale. Nel ’43, le truppe alleate fecero tappa proprio a Resìna. E da questo evento nacque quello che oggi è conosciuto come mercato di Resìna.
Dalla guerra alla rinascita: il mercato di Resìna
Con i ricchi soldati americani che si muovevano in lungo e largo e le enormi scorte di cibo, vestiti, profumi, sigarette ecc che veniva garantito all’esercito americano sbarcato in Italia, l’interesse per i convogli si diffuse tra i locali, poveri e affamati dalla guerra.
Durante le soste ai passaggi a livello della ferrovia Circumvesuviana, gli abitanti locali spesso riuscivano a procurarsi indumenti e beni vari venduti o donati dai militari nei camion dell’esercito americano.
Tra questi c’era di tutto, e con un po’ di inventiva diventava tutt’altro. Ad esempio i preziosi paracaduti di seta, abilmente trasformati in biancheria intima dalle sapienti ricamatrici locali. Altri capi poi venivano rivenduti così come erano, tanto da far guadagnare al posto il nome di “mercatin’ r’e ’pezz’ american’”, il mercato degli stracci americani.
Dopo la guerra, le truppe alleate lasciarono Napoli e lungo via Pugliano comparvero le prime bancarelle improvvisate, offrendo una vasta gamma di prodotti, dai vestiti ai primissimi jeans, proprio per mantenere attivo quello spirito di scambio e di economia circolare che si era creato.
Oggi, il mercato di Resìna è una mecca per gli amanti del vintage. Lungo le bancarelle di via Pugliano si possono trovare autentiche perle della moda, da abiti Chanel e Dior a cappotti Prada. Ma non solo griffe di alta moda: anche occhiali da sole degli anni Venti, jeans Levi’s e scarpe Converse classiche, vestiti americani con pelli e tessuti diversissimi.
Oltre all’abbigliamento, il mercato offre una vasta selezione di pelletteria, pellicce e articoli in pelle, spesso utilizzati anche da costumisti del cinema e del teatro.
Il mercato di Resìna è aperto tutti i giorni, incluso la domenica, dalle 08:00 alle 13:30, nelle vie intorno a via Pugliano, a Ercolano. Per raggiungerlo da piazza Garibaldi, basta prendere la circumvesuviana in direzione Poggiomarino o Sorrento e scendere alla fermata Ercolano Scavi, da cui il mercato dista solo poche centinaia di metri.