La storia del quartiere di Miano: quando è stato annesso a Napoli

Quartiere di Miano a Napoli

Miano è uno dei quartieri di Napoli spesso noto solo per alcuni fatti di cronaca che tristemente si verificano nei suoi confini.

Una zona della città partenopea che pare non riuscire a beneficiare del nuovo fermento culturale e del grande flusso di turisti che sempre più numerosi accorrono all’ombra del Vesuvio.

È di meno di un giorno fa la notizia di un agguato a colpi di arma da fuoco di un uomo di 36 anni che la scorsa notte è stato ferito all’addome e a una gamba. Già noto alle forze dell’ordine al momento è ricoverato al Cardarelli in prognosi riservata anche se non in pericolo di vita.

La storia del quartiere di Miano

Il quartiere di Miano ha alle spalle una antica e ricca storia che lo rende di fatto una delle zone napoletane di grande interesse sebbene spesso sia sfuggito all’attenzione degli studiosi del territorio.

Dove ora sorge il quartiere in passato era sede dell’antico feudo di Casa Borgia. Per secoli si potrebbe dire che ha costantemente resistito all’espansione urbana al di là delle proprie mura. Miano ha sempre preferito l’autonomia e la gestione indipendente di tutti i servizi associati.

Le antiche mura del casale, purtroppo ormai scomparso, avevano dei confini che si estremamente precisi. Essi avevano origine dal punto esatto in cui immaginariamente terminava la linea di delimitazione della piccola insenatura conosciuta come “della Cesarea“.

I confini si estendevano fino al sito un tempo noto come “della Croce di Miano“, situato nell’area del casale di proprietà del Marchese di Valdetaro.

A causa della sua resistenza atavica ancora oggi molti fanno fatica a considerarlo a pieno titolo uno dei quartieri di Napoli vedendolo quasi come una realtà a parte.

Solo in epoca fascista, per la precisione a partire dal 1927, Miano è stato incluso nel centro della città. Insieme al quartiere i Comuni Riuniti di Polvica, Chiaiano e Santa Croce.