Il celebre carcere di Nisida si trova in uno dei luoghi più suggestivi di tutta Napoli ed è attualmente l’Istituto penale minorile con il maggior numero di detenuti in Italia. La sua è una storia molto lunga che si snoda lungo cinque secoli, poiché inizialmente era conosciuto per essere un castello, svolgendo un ruolo fondamentale nella difesa della costa.
Fu solo con le innumerevoli modifiche che la sua destinazione d’uso venne cambiata: inizialmente venne utilizzato come carcere militare e solo a partire dal 1934 come istituto minorile. Conosciamo un po’ meglio Nisida, l’isola il cui nome deriva dall’antica Grecia e che con molta probabilità vide giungere Ulisse con le sue navi.
Carcere di Nisida, la sua storia
Come si accennava precedentemente, l’attuale struttura che ospita il carcere minorile del XVI secolo: questo aspetto si deve ad una profonda ristrutturazione di un vecchio maniero angioino che era stato collocato in una delle zone più alte dell’isola. Con estrema probabilità poteva servire proprio per difendere il castello dall’alto.
Gli studiosi sostengono che questo importante lavoro di restauro si deve al fatto di tenere l’incursione da parte del popolo Saraceno. A tal proposito, infatti, non bisogna dimenticare che per molti secoli la città di Napoli fu continuamente bersagliata dal pirata Barbarossa che era deciso più che mai a metterla a ferro e fuoco.
Con l’annessione di Napoli al resto d’Italia, il famoso castello di Nisida divenne un carcere per tutti gli ex funzionari del regime borbonico, mentre successivamente ospitò la sede dell’Accademia dell’areonautica militare. Nel ’34 – durante gli anni del regime fascista – assunse l’aspetto di un IPM, dove ad oggi sono raccolti circa 50 detenuti.
All’interno del carcere ci sono minori in detenzione per reati sia di natura penale che amministrativa: la maggior parte di loro ha già ricevuto una condanna definitiva da uno a due anni e secondo i dati i reati commessi sono in prevalenza spaccio, droga, furto e rapina.
Inoltre l’isola di Nisida non ospita solo il carcere minorile, ma anche una struttura, una comunità voluta da parte dell’amministrazione della giustizia minorile che si occupa di tutelare i minori e i più giovani che sono stati sottoposti a provvedimenti penali di tipo coattivo.