Un tempo a testa. Pari e patta. L’intraprendenza del Grifone, l’orgoglio dei Campioni d’Italia. Si può riassumere così l’incontro appena concluso a Marassi. Tante perplessità su questa squadra che in alcuni tratti è sembrata solo lontana parente della compagine che ha ucciso il campionato lo scorso anno.
Garcia avrà ancora tanto la da lavorare nelle prossime settimane per raddrizzare una situazione che non tranquillizza i tifosi che rimangono perplessi soprattutto per la fatica che la squadra sta mostrando nell’arrivare a rete.
Certo, sono le prime giornate e due indizi non fanno una prova, per carità, ma le gare contro Lazio e Genoa hanno certificato che il Napoli non è più quello della stagione appena trascorsa.
Napoli scioccato dal dinamismo rossoblù
Pronti via e sono i padroni di casa a far girare il pallone con scioltezza e dinamismo, sugli scudi il gioiellino Gudmundsson. La prima occasione del Napoli arriva poco dopo la mezz’ora, quando Zielinski innesca Di Lorenzo che da posizione favorevole calcia a botta sicura, trovando però la respinta di Bani.
Il Genoa chiude in vantaggio il primo tempo grazie al gol di Bani, anche meritatamente, perché il team Gilardino è quadrato e aggressivo (quanto basta) per essere avanti ad un Napoli apparso senza idee e con Osimhen troppo solo a cantare e a portare la croce.
I subentrati Raspadori e Politano evitano la sconfitta
A inizio ripresa il centravanti oriundo della nazionale azzurra Mateo Retegui sigla il raddoppio su assist di Strootman e infiamma il caldissimo pubblico di Marassi. Il Napoli trova la scintilla con il lampo di Raspadori che accorcia a un quarto d’ora dal gong, nel finale una pennellata di Zielinski regala a Politano il pallone del 2-2.
Ottimo Genoa per 70 minuti abbondanti, rimandato il Napoli di Garcia che riesce comunque ad evitare una sconfitta che avrebbe avuto contorni pesantissimi. Con orgoglio e qualità, ma con tanti dubbi…