Nel cuore di Napoli, tra le strette vie del vicolo Cornelianus, si cela un tesoro di storia e mistero: la chiesa di Santa Luciella ai Librai e la leggenda sul cosiddetto teschio con le orecchie al suo interno.
Fondata nel 1327 per volere di Bartolomeo di Capua, consigliere di Carlo II d’Angiò, questa piccola gemma architettonica ha attraversato i secoli, custodendo al suo interno un enigma avvolto nella leggenda.
La chiesa di Santa Luciella a Napoli, originariamente Cappella dell’Arte dei Molinari, passò sotto la custodia degli artisti Pipernieri nel 1748.
Questi abili scultori di pietre dure contribuirono a preservarne la bellezza, ma nel corso dei decenni, l’edificio cadde in abbandono.
Grazie all’impegno costante dell’Associazione Respiriamo Arte, la chiesa fu riaperta al pubblico nel 2022, consentendo di ammirare nuovamente la sua navata unica e il pavimento maiolicato, testimonianze di un passato glorioso che ha resistito all’usura del tempo
Chiesa di Santa Luciella: svelato il mistero sul teschio con le orecchie
Al centro della facciata, un maestoso portale in piperno regge ancora l’affresco con lo stemma della corporazione dei Pipernieri, Frabbicatori e Tagliamonti, che affidavano a Santa Luciella la protezione della vista, minacciata dai pericoli del loro mestiere.
All’interno, una piccola cappella dedicata a Santa Lucia si erge come simbolo di devozione, mentre una sagrestia nascosta dietro una parete laterale racchiude segreti ancora da svelare.
Ma a rendere speciale la struttura di cui si parla un gran bene e si è soliti raccontare tra i vicoli di Napoli della storia di una leggenda unica nel suo genere è l’ipogeo della parrocchia.
Oggi in quel luogo segreto riposa un teschio con le orecchie, un reperto datato al Seicento, le cui origini e l’identità del suo precedente possessore rimangono avvolte in un velo di mistero.
Questo cranio è legato al culto delle anime pezzentelle, anime sconosciute e abbandonate, prive di una sepoltura dignitosa.
Chi adottava un teschio poteva alleviare la pena di queste anime, ottenendo in cambio grazie e benedizioni.
Ogni dettaglio, dagli stemmi mariani al rimaneggiamento del Settecento, rivela la ricchezza di una storia che vive ancora oggi tra le mura della chiesa di Santa Luciella ai Librai.