Ti chiami Clotilde? A Napoli ti chiamerebbero in quest’altro modo

come chiamano a Napoli chi porta il nome di Clotilde

Quando si parla di dialetto napoletano e come aprire un vero e proprio tesoro, linguistico, ma pur sempre un tesoro. Affascinante e ricco di virtù, influenzato da innumerevoli presenze culturali. Ormai parlare di dialetto è sottovalutato, perché qui ci troviamo davanti ad un linguaggio.

La bellezza di questo linguaggio sta nella grande capacità di creare sempre dei termini nuovi e riadattarli anche a nomi propri di persona. Gli abitanti di Napoli hanno sviluppato, negli anni, un vero e proprio repertorio che non riguarda solo la parola ma è un mix di emozioni e di concetti.

Se ti chiami Clotilde, potresti essere appellata anche in questo altro modo

Come si accennava giusto poc’anzi, il linguaggio di Napoli comprende parole e suoni affettuosi, una parlata gergale che comunica anche affetto o familiarità. Parlare in dialetto è un modo per esprimere il proprio attaccamento alla città e radicarsi con quella che è l’identità culturale del capoluogo partenopeo.

Napoli si contraddistingue per quella innata capacità di adattare anche i nomi propri in modo unico ed affettuoso. Prendiamo il caso nel nome Clotilde, per fare un esempio. Questo può essere tranquillamente riadattato al clima di Napoli, non solo con un diminutivo come Cloti, ma c’è di più.

Ebbene sì, oltre il classico diminutivo può capitare che il nome venga cambiato o modificato in Crutìdde. Bisogna ammettere che in questo modo e come si si adattasse perfettamente non solo alla fonetica ma anche a tutto il ritmo della lingua napoletana.

Per concludere, un aspetto molto importante da tenere in considerazione è il fatto che modificare il nome non solo può variare da persona a persona, ma anche a seconda del contesto o della zona di Napoli interessata.

Questo perché ogni quartiere è come se fosse una specie di micro mondo, dove anche il linguaggio si è evoluto ed è cambiato nel corso del tempo.