“Possibile super eruzione”: Campi Flegrei Napoli, l’allarme dall’INGV

Campi Flegrei, l'allerta dall'INGV

Dopo una notte complicata per i napoletani, con temporali e nuove scosse di terremoto che hanno creato paure e ansia tra la popolazione, si torna a parlare di Vesuvio. Uno dei vulcani attivi del nostro paese, nonché considerato uno dei più pericolosi proprio a causa della sua attività eruttiva alquanto frequente nella storia.

Ci sono alcuni aspetti fondamentali da considerare: la posizione geografica, in quanto si trova molto vicino alla città di Napoli e ai comuni periferici.

E ancora, le aree circostanti sono densamente popolate: ragion per cui nel caso di eruzione, salirebbe ulteriormente il rischio per i cittadini. Risulta essere alquanto complesso evacuare una grande quantità di persone in tempi rapidi, al fine di garantirne la loro sicurezza.

Campi Flegrei Napoli, l’allarme dal vulcanologo dall’INGV

È importante sottolineare che vi è un costante monitoraggio della situazione: sono le autorità italiane che controllano attentamente l’attività del vulcano, con lo scopo di creare ad hoc un piano di evacuazione nel caso in cui il Vesuvio dovesse eruttare. Vediamo da vicino quali le novità.

Intervenuto a tal proposito il vulcanologo Giuseppe MastroLorenzo il quale ha sottolineato che non è possibile pensare di poter prevedere un evento di questo genere in sole 72 ore. Secondo l’esperto, il piano di evacuazione che è stato sparato dalla Protezione Civile per i Campi Flegrei risulta essere irrealistico.

Lo scienziato a preferito ipotizzare uno scenario probabile, dove si esclude la catastrofe e quindi valutare una possibile azione della popolazione nel mentre dell’eruzione del Vesuvio. Ha sottolineato che nel momento in cui si manifestasse un’importante attività vulcanica, di sorpresa, non sarebbe semplice aiutare le persone come previsto.

A far scattare l’allarme e la preoccupazione nei residenti è stata la recente scossa di terremoto: tanta l’apprensione da parte dei cittadini dei comuni circostanti. Tenuto immediatamente dopo un incontro a Roma da parte dei primi cittadini e del ministro della Protezione Civile, ma attualmente non sembrerebbero esserci importanti novità.

Le parole del vulcanologo

Secondo i dati della Protezione Civile sono state disegnate due zone, una rossa e una gialla per un totale di oltre 1 milione di abitanti. Si ritiene che la prima area sia obbligatoria da far evacuare, mentre la seconda solo se strettamente necessaria. L’evacuazione vede il far allontanare i residenti attraverso percorsi stradali, mentre coloro i quali richiederanno assistenza saranno trasferiti in nave o in pullman.

Il piano di evacuazione vede un lasso temporale di 72 ore e con scadenze di vari step: nelle prime 12 ore, sarà necessario che i residenti siano preparati e predisposti a lasciare le loro abitazioni; successivamente verranno spostati attraverso treni, pullman o navi.

Rispetto a quanto menzionato precedentemente, il vulcanologo Mastrolorenzo sostiene che il tutto debba essere affrontato adottando un approccio deterministico e questo vuol dire che bisogna studiare e varare un piano di evacuazione che consente ai cittadini dei comuni circostanti di lasciare le aree interessate anche durante l’attività vulcanica.