A cosa serviva un tempo la Casina Vanvitelliana di Bacoli

perché fu costruita la Casina Vanvitelliana

Prima di entrare nel cuore della notizia, occorre parlare (anche brevemente) del lago Fusaro situato nel centro del comune di Bacoli. Questo lago si è formato, nel tempo, in seguito alla chiusura di quello che era il tratto di mare che univa le due frazioni di Torregaveta e di Cuma.

Questa zona, sebbene è così piccola e purtroppo così poco conosciuta, nell’antichità era una area che veniva associata alla storia mitica Acherusia palus ossia la palude infernale che era formata proprio dal fiume Acheronte. Le popolazioni locali che abitavano il luogo, erano solite coltivare ostriche e mitili.

La storia della Casina Vanvitelliana di Bacoli

Ma parliamo adesso della famosa Casina Vanvitelliana di Bacoli; quest’ultima fu costruita secondo quelle che erano le volontà dell’allora re di Napoli Ferdinando IV di Borbone. L’opera venne commissionata e progettata dal famoso architetto Luigi Vanvitelli nel 1782. Questi scelse di collocare la Casina proprio sull’isola di Fusaro.

Inizialmente era possibile accedere soltanto attraverso un’imbarcazione a remi, mentre per quel che riguarda la terraferma l’ingresso era consentito mediante un ponte di legno. Ferdinando Quarto scelse di destinare la struttura come residenza per la caccia e per la pesca.

Nel corso degli anni sono stati davvero molteplici i personaggi illustri che hanno fatto visita alla casina vanvitelliana e tra questi ricordiamo il maestro Gioacchino Rossini, il l’imperatore Nicola I di Russia e Luigi Einaudi. All’interno sono custoditi gelosamente i ritratti degli uomini che hanno varcato la soglia della dimora.

Per quel che riguarda, invece, l’arredamento iniziale ad oggi sono rimasti solo pochissimi pezzi come ad esempio un lampadario, il tavolo rotondo e un pregiato camino. I più attenti avranno potuto avere la possibilità di notare che tutti gli arredi passati e presenti hanno il simbolo distintivo della famiglia Borbone, ossia una conchiglia.

L’architettura della Casina

Soffermandoci sull’architettura della Casina, si vede che la struttura ha innumerevoli rimandi delle produzioni settecentesche in modo particolare il riferimento ad una palazzina di caccia che venne progettata ed edificata dall’architetto Filippo Juvarra. Federico di Borbone volle che ci fossero tre piani di forma ottagonale che andavano restringendosi in una specie di pagoda finale.

La casina presenta innumerevoli finestre e all’interno è presente quella che viene identificata come Sala delle Meraviglie dove potevano accedervi solo i membri della famiglia reale Borbone.