I sedili di Napoli: una storia durata 800 anni

I sedili di Napoli

I Sedili di Napoli rappresentavano una sorta di assemblea cittadina che affonda le radici nell’antica Roma.

Ancora oggi, possiamo individuare tracce della presenza dei Sedili in diversi luoghi, a cominciare da Via Sedile di Porto, fino ai simboli di Colapesce disseminati in varie zone.

Nella chiesa di San Lorenzo, alle spalle di Piazza San Gaetano, i rappresentanti dei vari quartieri della città si riunivano per discutere e decidere sul destino della politica locale. Si trattava di organizzazioni intricate, spesso gestite dalle stesse famiglie per generazioni.

Il re spagnolo Carlo V fu accolto dai rappresentanti dei Sedili

Per comprendere l’importanza dei Sedili, basta pensare che Carlo V, il re spagnolo che dominava metà del mondo, fu accolto a Napoli dai rappresentanti dei Sedili per “ricevere le chiavi della città”. In pratica il re ricevette un’investitura dai nobili napoletani in cambio della loro fedeltà al Regno di Napoli, ottenendo in cambio ampi poteri politici.

Le “assemblee” dei quartieri, dove i nobili si riunivano in cerchio, erano spesso situate in chiese o palazzi. Questi edifici avevano una pianta quadrata, erano aperti su tre lati e coperti da una cupola, occupando circa 15 metri quadrati.

Gran parte di questi palazzi fu distrutta durante il periodo di Risanamento. Ferdinando IV ebbe un ruolo fondamentale nella riforma della struttura amministrativa di Napoli. Dopo la Repubblica Napoletana, il re tornò a Napoli con l’appoggio degli inglesi e degli austriaci, e decise di porre fine a qualsiasi forma di dialogo liberale.

I nobili dei Sedili furono tra i primi a pagare il prezzo di questa nuova direzione, poiché erano stati per anni considerati un peso inutile che spesso ostacolava l’operato del re con dispute politiche o legali.

I tempi erano cambiati, e Ferdinando aveva l’intenzione di interrompere i legami con il passato medievale che ancora influenzava pesantemente la politica di Napoli. Nonostante ciò, sarà Murat nel 1800 a riuscire nell’impresa di abolire i Sedili, ma Ferdinando dichiarò conclusa l’era dei seggi di Napoli e unificò buona parte della politica cittadina sotto la gestione dei 12 quartieri, che non sorprende erano comunque guidati da rappresentanti che facevano parte delle stesse famiglie dei vecchi Sedili.

I nobili che avevano sostenuto i francesi durante la Repubblica Napoletana furono puniti con l’esecuzione. I quartieri stabiliti nel 1779 dal re di Napoli corrispondono essenzialmente a quelli che oggi esistono ancora in città.

I Sedili di Napoli: quali sono

Sedile di Capuana: Questo Sedile prendeva il nome dalla famiglia Capuana, una delle più potenti di Napoli durante l’epoca ducale. Si trovava nell’attuale vicolo Sedile Capuano e oggi sopravvivono due archi dell’antico palazzo, incorporati in una costruzione moderna.

Sedile di Montagna: Questo Sedile era chiamato così perché sorgeva nel punto più alto della città.

Sedile di Forcella: Si trovava nei pressi del famoso “cippo a Forcella” e condivideva lo stesso simbolo della Scuola di Pitagora.

Sedile di Nilo (o Nido): Inizialmente situato a Piazzetta Corpo di Napoli, fu successivamente spostato nel XVI secolo nella chiesa di Sant’Angelo a Nilo.

Sedile di Porto: Il simbolo di questo Sedile era Colapesce, il personaggio leggendario che collega Napoli al resto del Mediterraneo. Si trovava a Via Sedile di Porto, anche se l’area fu completamente demolita durante il periodo di Risanamento. L’unico ricordo rimasto è una lapide all’inizio di Via Mezzocannone, che spiega la presenza storica dell’istituzione.

Sedile di Portanova: Questo Sedile si trova, non a caso, a Piazza Portanova, in un punto in cui le mura furono allargate e inserita una nuova porta cittadina. C’è una lapide risalente al periodo di Risanamento che commemora l’antico Sedile.