Se il tuo nome è Giulia… a Napoli ti chiamavano così

Se il tuo nome è Giulia… a Napoli ti chiamavano così

La lingua napoletana è un tesoro tutto da scoprire anche per i napoletani stessi: il motivo è legato alla ricchezza di vocaboli, al particolare dialetto e al modo in cui questo fa parte dell’identità culturale partenopea.

Di Napoli si apprezza anche il modo in cui si riesce a rendere tutto così unico e così familiare: le parole assumono un significato che risulta essere davvero intraducibile per altre lingue. Parliamo, ad esempio, del caffè e nello specifico del caffè sospeso. Cosa vuole significare?

Significa che al bar si paga non solo il caffè per se stessi, ma si sceglie di offrirlo anche per uno sconosciuto che potrà berlo in un secondo momento. Una sorta di generosità anonima che rispecchia pienamente la cultura e la tradizione partenopea.

Se ti chiami Giulia a Napoli potrebbero appellarti anche in questo modo

Allo stesso modo è possibile parlare dei nomi propri di persona, dove il più comune Francesco diventa tranquillamente Ciccio o Peppe. Un modo per rendere il tutto più familiare, più vicino e più caloroso.

Se invece il nome è Giulia e ti ritrovi a passeggiare per le strade per i borghi di Napoli, con molta probabilità puoi essere appellata dagli abitanti del posto con un vezzeggiativo o un soprannome particolare.

Alle nome Giulia vengono accostati dei nomignoli quali Giulietta, Giuliettina, Giuliccia o anche Giulina che sono dei diminutivi affettuosi che vogliono, per l’appunto, esprimere un senso di affetto e intimità.

Questa pratica dei soprannomi accade con molta frequenza e non è legata solo al nome di Giulia o di Francesco (che abbiamo citato precedentemente), ma può essere riadattato a tutti i nomi e a seconda delle relazioni e delle interazioni che si vengono a creare.

Piccole sfumature che rendono la tradizione napoletana sempre più solida, ricca di influenze storiche del passato, delle diverse lingue che hanno sono state veicolo di contaminazione e che hanno contribuito a definire il concetto di “napoletanizzare”.