Campo di concentramento di Afragola: orrore dimenticato

Campo di concentramento di Afragola

Nel cuore di Afragola, una villa nobiliare settecentesca racchiude una storia oscura e spesso dimenticata. Conosciuta come “Casone Spena“, questa dimora fu originariamente costruita per nobile intenti dai Borbone di Napoli. Tuttavia, il destino avrebbe riservato a questa residenza un cammino ben diverso.

Nel turbolento 1943, il Casone Spena fu testimone di un’epoca segnata dal terrore della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’armistizio di Cassibile, gli italiani svelarono il loro tradimento nei confronti dei tedeschi, scatenando un’onda di violenza e confusione in tutta Italia meridionale.

I nazisti, a capo del colonnello Walter Scholl, presero il controllo della situazione e organizzarono deportazioni in Germania. La scelta ricadde su questa vecchia masseria, eretta secoli prima dalla famiglia Spena. Ciò che in passato era stato un sogno di campagna per i proprietari terrieri, divenne un triste simbolo della tragedia umana.

Ad Afragola c’era campo di concentramento dimenticato

La vita nel campo di concentramento di Afragola, se confrontata con gli abomini di Auschwitz e Birkenau, si presentava meno atroce, ma non per questo meno dolorosa. Era un luogo di raccolta, dove i nazisti radunavano la giovane popolazione idonea al lavoro per la deportazione in Germania, attraverso Maddaloni.

Fortunatamente, l’orrore del campo durò solo un mese, fino al 3 ottobre 1943, quando gli americani liberarono la regione. Iniziarono le epurazioni dei nazifascisti, che furono internati in un altro campo di concentramento, noto come “Prigione 209“.

Tra i gerarchi di “Casone Spena” figurò anche Erich Priebke, noto per il massacro delle Fosse Ardeatine. Morì senza pentimento nel 2013, affermando di aver solo eseguito ordini.

Nel territorio di Afragola, la divisione “Hermann Goring” seminò terrore. Nel 1943, divennero il flagello della Campania, facendo fuggire interi paesi al rumore dei loro carri armati.

La provincia di Napoli fu macchiata dalle atrocità dei nazisti, tra insurrezioni e fucilazioni. Il 2 ottobre 1943, mentre gli Alleati erano a pochi chilometri di distanza, si consumò il dramma di Afragola con l’uccisione di otto cittadini nella Masseria D’Ambra e di altri tre a Via Circonvallazione.

Oggi, la memoria di questo orrore rimane spesso sepolta sotto il cemento che ricopre la provincia di Napoli. È un capitolo oscuro che non bisogna dimenticare, perché ci ricorda che l’orrore della guerra ha toccato ogni angolo d’Europa, compresa Napoli.