I napoletani e la loro napoletanità finiscono sempre di imbambolare tutti con la loro personalità, dagli stessi abitanti ai turisti, il loro modo di fare resta sempre unico nel suo genere.
Tra le cose che colpiscono di più c’è di certo il cosiddetto “dialetto napoletano”, il quale affascina tutti con i suoi termini particolari.
Il suo charme è frutto di tante dominazioni, a partire da quelle francesi e spagnole, dalle quali ha estrapolato numerosi modi di dire. Tra questi, c’è il termine “cacciuttiello”: una parola molto comune, ma che non tutti ne conoscono il significato.
“Cacciuttiello”, l’origine e il significato della parola
Il dialetto napoletano ha tanto da raccontare, a partire dalle origini dei suoi termini. Si tratta di storie particolari e curiose, delle quali spesso ci si diverte a scoprirle.
Proprio come la parola “cacciuttiello”, dietro la quale si nascondono origini spagnole e latine. Infatti, in italiano significa cucciolo di cane e deriva dallo spagnolo “cachorro” (cucciolo, cagnolino), a sua volta dal latino “catulus” il quale vanta dello stesso significato.
Ma per il popolo partenopeo questa espressione sta a indicare una persona fedele ma anche docile che insegue talvolta un’altra persona: da qui nasce “Me pare ‘nu cacciuttiello!”.
Dal maschile al femminile: ecco come cambia il significato
Mentre con il maschile ci si riferisce a una persona remissiva, col termine al femminile il significato cambia del tutto.
Con “cacciuttella” si parla di una ragazza gracile e graziosa ma anche di una da facili costumi. Insomma, la parola assume significati diversi in base al contesto e al genere.
Ma dietro al termine in sé, si nasconde anche un altro particolare che in pochi conoscono. L’etimologia della parola, oltre che a chiamare in causa un cucciolo di cane, richiama anche un pesce commestibile chiamato gattuccio.
Il termine scientifico è Scyliorhinus canicula, per tale motivo sarebbe addirittura più appropriato il metodo napoletano “cacciuttiello” che quello italiano poichè si riferisce a un gattuccio.