Corso Vittorio Emanuele, a Napoli, ha da sempre rappresentato una delle strade principali nel cuore della città ed è famosa soprattutto per essere stata la prima tangenziale aperta al traffico veicolare.
Le fondamenta furono gettate nel XIX secolo per volontà del re Ferdinando II: scelse infatti di dare l’incarico a cinque famosi architetti ed urbanisti, Errico Alvino, Francesco Saponieri, Antonio Francesconi, Luigi Cangiano e Francesco Gavaudan.
Corso Vittorio Emanuele, la storia
Come si accennava precedentemente, fu Ferdinando II a predisporre i lavori iniziali. Lo scopo di questo progetto era quello di creare una strada che potesse collegare direttamente due aree dislocate della città: in particolare la parte bassa con il quartiere del Vomero.
Secondo i dati emersi, il progetto iniziale aveva previsto la suddivisione di Corso Vittorio Emanuele in altre tre arterie: prima da Piedigrotta e presso il convento di Suor Orsola Benincasa; la seconda proseguiva fino all’Infrascata – la terza non venne mai portata a compimento.
Quale il suo nome originario? Inizialmente Corso Vittorio Emanuele prendeva il nome di Corso Maria Teresa per omaggiare la regina. La strada, infatti, fu inaugurata proprio dalla famiglia reale il 6 aprile del 1853.
Inizialmente la prima parte dei lavori venne svolta di fretta, rispetto al resto ed è emerso che alcuni dei punti vennero costruiti con il legno. Fu soltanto nel 1860 e con il conseguente arrivo di Garibaldi che si decise di intitolare la strada a Vittorio Emanuele II.
Nel 1873 si diede il via al nuovo progetto urbanistico che comprendeva il secondo troncone. Agli architetti iniziali che avevano firmato il progetto, si sostituì Pasquale Francesconi che prese il posto di Saponieri – venuto a mancare a ridosso dell’inizio.
Oggi è una delle strade più rinomate di Napoli e attraversa la città collegando diverse zone e rispettando quelle che erano le iniziali volontà di Ferdinando II. Si estende nell’entroterra e include alcuni dei quartieri più belli del Comune partenopeo: Chiaia, Mergellina e il Vomero.