Campi Flegrei, vulcanologo chiede l’evacuazione di queste zone

zone Agnano Solfatara da evacuare

I terremoti nella regione dei Campi Flegrei rappresentano una minaccia crescente, con una frequenza di oltre 40 scosse al giorno.

Gli esperti avvertono che questi eventi sismici potrebbero diventare ancora più intensi e pericolosi, richiedendo misure immediate per garantire la sicurezza pubblica e la stabilità degli edifici.

Zone da evacuare ai Campi Flegrei

È urgente evacuare gli edifici nell’area di Agnano-Solfatara, dove si verificano terremoti intensi. Questa precauzione è necessaria per la sicurezza di migliaia di residenti nelle zone di Pisciarelli e della Solfatara.

Il professor Giuseppe De Natale, esperto di vulcanologia e dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha trasmesso questa richiesta al prefetto di Napoli attraverso una comunicazione elettronica urgente inviata il 18 settembre scorso.

De Natale, noto per i suoi contributi scientifici sui vulcani flegrei, ha rotto il silenzio a causa della crescente preoccupazione dei cittadini e delle istituzioni di fronte al rischio imminente. La sua comunicazione è stata indirizzata direttamente al prefetto, responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica, al fine di attirare l’attenzione sulle potenziali minacce.

Solfatara, la preoccupazione per il vulcanologo

La principale preoccupazione di De Natale riguarda gli effetti delle frequenti scosse di terremoto (in media oltre 40 al giorno) sulla stabilità degli edifici in un’ampia area di 20 chilometri quadrati. I suoi studi scientifici indicano che la sismicità nell’area dei Campi Flegrei è destinata a aumentare sia in termini di frequenza che di intensità.

Il professore ha anche sottolineato che, se le verifiche sulla vulnerabilità degli edifici fossero state avviate nel 2018, ci sarebbe stato il tempo per prendere misure di mitigazione del rischio sismico, inclusa l’adeguamento sismico degli edifici più vulnerabili, come scuole, ospedali e uffici pubblici.

La situazione attuale è estremamente critica, con terremoti che hanno già raggiunto una magnitudo di 3.8, mettendo a serio rischio la stabilità degli edifici vicino agli epicentri. Il vulcanologo avverte che, se il sollevamento del suolo continuerà, potrebbero verificarsi terremoti ancora più intensi.

La sicurezza pubblica è in gioco, e un’azione immediata è essenziale per proteggere la vita e la proprietà dei residenti.