Poco prima che si espandesse la possibilità di circolare su strada, il treno era considerato uno dei mezzi di spostamento più importanti nonché fondamentale a Napoli. La rete ferroviaria è sempre stata particolarmente sviluppata e collegava la città con molteplici destinazioni in tutta Italia.
Il treno arrivò nel lontano 1843, quando venne aperta per la prima volta la linea ferroviaria Napoli-Portici: questa, infatti, collegava il capoluogo partenopeo con la città costiera ed è importante sottolineare che fu una delle prime in tutta Europa.
Solo successivamente si viene a formare una vera e propria rete che ha contribuito a segnare un passo molto importante nel trasporto cittadino (non solo urbano, ma anche extraurbano)
Napoli, ecco come veniva chiamato il treno nel passato
Come si accennava precedentemente, il treno a Napoli fu un importante passo avanti per il trasporto cittadino. Questo voleva significare che potevano giungere in città anche coloro i quali che provenivano dai quartieri più lontani.
Fu proprio per questo particolare motivo che, per un dato periodo di tempo, il treno a Napoli venne appellato con il nome di a’cafuniera. Il motivo è davvero molto semplice: veniva chiamato così perché, spesso, portava tutti coloro che non erano cittadini residenti di Napoli, ma che provenivano dei quartieri limitrofi.
La provenienza etimologica
Da un punto di vista etimologico, si può notare che a’cafuniera deriva dal moderno cafone che proviene a sua volta dal latino medievale e che significava villano o rustico. Dunque, tutti coloro che non tenevano al cuore di Napoli, venivano considerati al pari degli stranieri o semplificando come gente del villaggio o persone dei modi rozzi.
Nel napoletano, infatti, il termine cafone è ancora particolarmente diffuso nei quartieri più popolari e sta ad indicare il contadino o la persona di campagna: in ogni caso colui il quale viene ritenuto un po’ grossolano e poco istruito.