Il proverbio napoletano ha delle radici davvero molto profonde: attraverso un’espressione breve, ma intensa si riesce a tramandare a riflettere quella che è la saggezza popolare. I proverbi si tramandano di generazione in generazione e non hanno fatto altro che influenzare quella che è l’identità culturale del Comune partenopeo.
Non solo riflettono la storia di Napoli, ma anche la mentalità dei residenti di un determinato quartiere. Molto spesso gli anziani utilizzano i proverbi per tramandare e trasmettere i loro valori, nonché gli insegnamenti morali. Fanno parte, oramai, di un uso quotidiano di esprimersi e comunicare con gli altri.
’A corta è bona p’’o marito, a longa, il significato del proverbio
Il proverbio ha radici così tanto profonde, che non di rado ha influenzato anche scrittori musicisti che hanno inserito questi colorati modi di dire all’interno delle loro opere. In questo modo non hanno solo arricchito il contesto, ma gli hanno dato anche autenticità e ulteriore valore.
’A corta è bona p’’o marito, a longa pe’ cògliere ’e fiche: sebbene oggi giorno questo proverbio può far discutere, è bene sottolineare anche il lato divertente della cosa senza dover trovare necessariamente una criticità. Significa letteralmente che la donna di bassa statura è ideale per il marito, a differenza di quella più alta che potrà raccogliere i fichi sull’albero.
È usanza comune credere che una donna di bassa statura possa essere più attraente per un uomo, poiché in questo modo appare più indifesa agli occhi dell’innamorato che sviluppa verso di lei un senso di protezione. E ancora, le ragazze più piccole (sempre di statura) esprimono e appaiono molto più tenere da coccolare.
In soldoni, il proverbio vuole dire che una compagna di bassa statura viene vista dall’uomo come una donna da coccolare e prendersi cura, a differenza di una donna più alta che può apparire anche più sicura di sé e indipendente.