La città di Napoli è molto ricca dal punto di vista della tradizione e della cultura e questo comprende anche l’utilizzo di proverbi e modi di dire che hanno riflettuto e riflettono, ancora oggi, quella che gli esperienza e la saggezza popolare.
Bisogna ammettere che i proverbi napoletani sono davvero molto coloriti, ironici e pieni di umorismo: tendono, infatti, ad avere come riferimento quella che è la mentalità e anche il modo di vivere dei napoletani. Ehi sì sono un elemento fondante nella cultura partenopea e si tramandano di generazione in generazione.
Il proverbio, in una città come Napoli, non è una sola espressione linguistica ma identifica una determinata area, un determinato quartiere ed è propriamente usato come mezzo di comunicazione schietto e diretto. In un pranzo familiare, non sarà mancato di sentire A suocera è comm’ ’o pesce: doppo tre ghiuorne fete.
A suocera è comm’ ’o pesce: doppo tre ghiuorne fete. Il significato
Si è affermato precedentemente che il proverbio a Napoli rappresenta un mezzo di comunicazione è una delle più antiche forme di saggezza popolare. Rispecchia, infatti, la mentalità degli abitanti, tutto il loro umorismo, il sarcasmo e l’ironia che li contraddistingue.
È risaputo che Napoli e i napoletani sono un popolo estremamente conviviale: la loro casa, la loro tavola e sempre a disposizione di tutti. Fatta eccezione, però, della suocera. A suocera è comm’ ’o pesce: doppo tre ghiuorne fete. Questo proverbio è lo specchio di una realtà che in molti condivideranno.
Cosa vuole significare? Significa che la suocera è come il pesce, ragion per cui dopo tre giorni è maleodorante. Un proverbio che viene destinato anche agli ospiti, ma in questo caso c’è un’aggravante ben peggiore: la suocera è un membro della famiglia, spesso temuto, perchè è solita mettere becco tra moglie e marito (anche quando non dovrebbe).