In Campania c’è una reggia che in pochi conoscono: un luogo magico

Una reggia in Campania

Napoli, culla di splendori architettonici, offre un panorama straordinario. Dalle maestose facciate barocche alle imponenti chiese rinascimentali, ogni angolo racconta una storia. Tuttavia, l’abbondanza di tesori spesso fa passare alcune meraviglie in secondo piano, ingiustamente oscurate dall’ombra delle più celebri.

Nonostante il suo stato di decadenza e la perdita dei boschi circostanti, la ricchezza artistica e architettonica della Reggia è ancora palpabile, così come la vista mozzafiato che offre.

Nascosta tra i tesori della Campania, la Reale tenuta di Carditello, conosciuta anche come Real sito di Carditello o Reggia di Carditello, fa parte del distinto gruppo di 22 siti appartenenti alla dinastia reale dei Borbone di Napoli. Questo insieme include il maestoso Palazzo Reale di Napoli, la sontuosa Reggia di Portici, la splendida Reggia di Capodimonte e l’imponente Reggia di Caserta.

Reale tenuta di Carditello dei Borbone

Oltre a essere luoghi di svago, soprattutto per la caccia, della famiglia reale borbonica e della sua corte, alcuni di questi siti erano vere e proprie aziende, manifestando l’attività imprenditoriale ispirata dalle idee illuministiche dell’epoca.

La tenuta di Carditello si presenta come un complesso architettonico sobrio ed elegante di stile neoclassico. Inizialmente destinata da Carlo di Borbone alla caccia e all’allevamento di cavalli, su richiesta di Ferdinando IV di Borbone, fu trasformata in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l’allevamento di razze pregiate di bovini e cavalli. L’ambiente circostante era un vasto territorio ricco di boschi, pascoli e terreni agricoli.

Carditello, tra i siti reali, portava il prestigioso titolo di “Reale Delizia“. Nonostante la sua vocazione aziendale, offriva al re e alla sua corte un piacevole rifugio grazie alle straordinarie battute di caccia nelle sue lussureggianti foreste.

L’architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli, fu il genio dietro la costruzione di questa struttura unica.

Nel 1920, gli edifici e gli arredi passarono dal controllo del demanio all’Opera Nazionale Combattenti e gli ampi terreni furono suddivisi e venduti. Rimase intatto solo il corpo centrale e i 15 ettari circostanti, che nel secondo dopoguerra entrarono a far parte del patrimonio del Consorzio Generale di bonifica del bacino inferiore del fiume Volturno.

Nel 1943, la reggia fu occupata dalle truppe tedesche, che vi stabilirono il loro quartier generale, contribuendo purtroppo ai danni e al degrado dell’edificio.

Per risollevare questa gemma nascosta, nel 2012 la comunità locale ha espresso il suo sostegno durante il censimento “Luoghi del Cuore”, portando la Reggia di Carditello ai primi posti della classifica e garantendole così un intervento da parte del FAI, Fondazione per l’Ambiente Italiano.