Record casi di diabete in Campania: la causa negli stili di vita errati

Record di casi di diabete in Campania

La Campania si trova di fronte a una sfida significativa nel fronteggiare l’alta incidenza e prevalenza del diabete, influenzata da stili di vita poco salutari, svantaggi socioeconomici, elevata presenza di obesità tra i giovani, scarsa attività fisica e limitata propensione alla prevenzione.

Questi fattori di rischio contribuiscono all’incremento dei nuovi casi di diabete annui, soprattutto al Sud, mentre la pandemia ha ulteriormente ostacolato l’accesso alle cure, anche se in parte mitigato dall’uso della Telemedicina.

Il diabete, come patologia cronica, non può essere completamente guarito. Tuttavia, se individuato precocemente e trattato in modo adeguato, è possibile prevenire il manifestarsi di gravi complicazioni che coinvolgono vari organi e sistemi del corpo.

La spesa sanitaria per le persone affette da diabete in Campania

Attualmente, il 32% della popolazione in età lavorativa (20-64 anni) in Campania è affetto da diabete, con una prevalenza del 10% tra le persone di 50-69 anni. Questa condizione rappresenta il 10% del totale della spesa sanitaria e in Italia comporta costi diretti superiori a 9,25 miliardi di euro (circa un miliardo in Campania), ai quali si aggiungono spese indirette almeno altrettanto significative.

In media, la gestione di un paziente diabetico richiede circa 2.800 euro, il doppio rispetto ai costi per la cura di pazienti non diabetici.

Va sottolineato che il 90% dei costi è dovuto a complicanze e condizioni mediche correlate, mentre solo il 10% è attribuibile alla gestione diretta del problema metabolico.

Nel caso del diabete di tipo 2, raggiungere gli obiettivi glicemici raccomandati dalle linee guida attraverso unicamente modifiche dello stile di vita risulta raramente praticabile.

Spesso diventa necessario ricorrere a terapie con i moderni ipoglicemizzanti orali, che secondo le più recenti linee guida nazionali si dimostrano efficaci nella prevenzione delle complicazioni a lungo termine e nel contenimento dei costi legati alle conseguenze cliniche, specialmente per quanto riguarda lo scompenso cardiaco, grazie ai comprovati benefici a livello cardiovascolare.