Vico Scassacocchi a Napoli: dove si trova e perché si chiama così

Vico Scassacocchi a Napoli

La città di Napoli è affascinante e unica nel suo genere anche grazie a tutti i vicoli e alle stradine che la caratterizzano. Questi si snodano attraverso il centro storico e, nel corso del tempo, hanno contribuito a caratterizzarne l’identità storica e culturale.

Sono vere e proprie testimonianze del passato e camminare significa fare un salto indietro nel tempo, dove si tramandano le tradizioni di antiche generazioni. Ogni angolo offre la possibilità di immergersi nella cultura napoletana.

Ospitano i mercati che sono sempre stati il cuore pulsante del Comune partenopeo; come non citare le botteghe degli artigiani dove vengono prodotti oggetti unici nel loro genere. Si ricorda, a tal proposito, la famosa produzione dei presepi.

Vico Scassacocchi a Napoli, la sua storia

Ai vicoli di Napoli sono spesso associate storie e leggende molto affascinanti che non hanno fatto altro che alimentare la tradizione napoletana. Tra i più belli i più rinomati c’è Vico Scassacocchi, particolarmente conosciuto proprio perché citato in alcune delle opere teatrali più belle.

Il famoso Vico compare in Napoli Milionaria e nella commedia scritta da Edoardo de Filippo, Quei figuri di trent’anni fa. Ma non è tutto, poiché Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro, scelgono anche per La Smorfia che venne trasmessa per la prima volta nel 1980.

Si trova tra la rinomata Via dei Tribunali e Spaccanapoli: dunque, qual è la storia del suo nome? Bisogna fare un salto indietro nel tempo e ritornare a quando le botteghe imperversavano nella città. A quel tempo il Vico ospitava gli sfasciacarrozze e gli artigiani locali erano soliti realizzare ruote, stanghe e balestre riciclando il legno che proveniva dalle carrozze.

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Successivamente questi oggetti venivano poi rivenduti a prezzi molto più bassi. Ma non è tutto, poiché c’è anche un’altra credenza legata all’origine del nome e si ipotizza che possa derivare dal fatto che il vicolo allora era davvero molto stretto e angusto per il passaggio.

Questa difficoltà non faceva altro che causare la rottura delle ruote delle carrozze dei carri che non riuscivano ad attraversare. In ogni caso ai napoletani piace prendere in considerazione entrambe le versioni dei fatti perché entrambe contribuiscono all’identità culturale della città.