Le Vele di Scampia sono un complesso residenziale situato nella periferia settentrionale di Napoli, noto per la sua imponente struttura e la sua controversa storia. Progettate dall’architetto Franz di Salvo e costruite tra il 1962 e il 1975, queste strutture rappresentano un esperimento ambizioso nel campo dell’edilizia residenziale.
Le Vele furono concepite con l’idea di fornire soluzioni abitative innovative e funzionali per le fasce più disagiate della popolazione napoletana. La loro struttura, composta da cinque blocchi di cemento armato disposti in modo da assomigliare a vele spiegate, è stata lodata per la sua audacia architettonica e la sua ambizione nel voler creare un ambiente moderno e funzionale.
Tuttavia, nel corso degli anni, le Vele di Scampia sono diventate tristemente famose per essere state associate a problemi sociali, economici e criminali. Ma nell’antichità la situazione era del tutto differente.
Cosa c’era a Scampia prima delle Vele
Scampia, originariamente una masseria antica situata lungo la via Atellana, in prossimità del limite occidentale di Secondigliano, nella direzione di Capodichino, era di proprietà del marchese di Tacciano. Questa masseria rappresentava l’ultima testimonianza della grandezza e dell’importanza della via Atellana.
La via Atellana, fondata dagli Osci, collegava Capua a Napoli, passando per la città di Atella, da cui prendeva il nome. Grazie alla sua posizione strategica e alle straordinarie risorse del territorio che attraversava, la via prosperò fino all’undicesimo secolo. Oggi, parte del suo percorso è conservata nei comuni di Frattaminore, Sant’Arpino, Succivo e Orta di Atella.
Nel corso dei secoli la via Atellana fu percorsa da personaggi di grande rilievo, come Augusto, Mecenate e Virgilio.
A partire dall’anno 1000 d.C. la strada e l’area circostante iniziarono a perdere importanza, principalmente dopo che il primo insediamento normanno si stabilì ad Aversa. Questo portò al progressivo declino del collegamento tra Capua e Atella, che venne sostituito da quello tra Capua e Aversa.